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pubblicato: venerdì, 29 giugno, 2018

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Stipendio in contanti addio: pagamento tracciabile al via. Multe e chi è esente

Stipendio in contanti addio: pagamento tracciabile, multe, esenti

Stipendio in contanti addio: pagamento tracciabile al via. Multe e chi è esente.

Sabato 30 giugno 2018 è l’ultimo giorno dello stipendio in contanti. Da domenica 1° luglio, infatti, i datori di lavoro e committenti di servizi saranno obbligati per legge a versare lo stipendio o la retribuzione in modo che sia tracciabile. Chi non rispetta tale disposizione può subire delle sanzioni economiche di importo vario, da 1.000 a 5.000 euro. Tuttavia ci sono alcuni soggetti che sono esentati dal divieto del pagamento di contanti. Andiamo a scoprire tutte le informazioni da sapere riguardo l’addio allo stipendio in contanti.

Stipendio in contanti addio: cosa dice la legge

Andiamo a leggere quanto riporta la Legge n. 205/2017 (articolo 1, comma 911) relativamente allo stipendio i contanti.

I datori di lavoro o committenti non possono corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore; qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato.

Come abbiamo già scritto, questo divieto entrerà in vigore a partire da domenica 1° luglio 2018.

Stipendio in contanti addio: rapporto di lavoro, cosa si intende

Nel comma sopraccitato si precisa “qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato”. Ma cosa s’intende esattamente per “rapporto di lavoro”? Ce lo spiega il comma 911. Che parla di “ogni rapporto di lavoro subordinato; indipendentemente dalle modalità di svolgimento della prestazione e dalla durata del rapporto; nonché ogni rapporto di lavoro originato da contratti di collaborazione coordinata e continuativa; e dai contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci”. Pertanto alla fine si specifica che la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non avrà alcun valore comprovante l’avvenuto pagamento.

Stipendio in contanti: addio dal 1° luglio, ma non per tutti

Il comma 913 del suddetto articolo esplicita i soggetti esenti dal divieto di pagamento in contanti. Si legge infatti che tali disposizioni non si applicano ai rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni; né a quelli che rientrano nell’ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici; infine non riguarderanno le borse di studio, né i lavoratori autonomi che effettuano prestazioni occasionali.

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Stipendio in contanti addio: sanzioni

I datori di lavoro o committenti che continuano a retribuire il lavoratore in contanti non rispettando il nuovo obbligo, andranno incontro a sanzioni pecuniarie. Queste ultime partiranno da un minimo di 1.000 euro fino a un massimo di 5.000 euro.

Stipendio in contanti addio: come pagare

Archiviato il pagamento in contanti dello stipendio, come versare la retribuzione? Quali metodi di pagamento tracciabili bisognerà utilizzare? Ecco le risposte.

  • Bonifico sul conto del lavoratore, identificato da codice Iban;
  • Strumenti di pagamento elettronico;
  • In contanti esclusivamente presso sportello bancario o postale dove il datore di lavoro ha aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • Assegno consegnato al lavoratore o a un suo delegato.

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