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pubblicato: sabato, 2 agosto, 2014

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Tasse, Maradona batte Equitalia

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Le pretese milionarie a danno di Maradona stanno per finire. Un giallo che sta per esser chiarito. Una persecuzione storica cominciata il 12 febbraio 2001 all’aeroporto di Roma con un blitz dei finanzieri incaricati da Equitalia, che braccarono Maradona prim’ancora che scendesse dalla scaletta dell’aereo per mettere piede sul suolo italiano. Agguati andati avanti per vent’anni, come detto dal suo avvocato Angelo Pisani, nonostante l’inesistenza della ipotizzata violazione fiscale ed addirittura il pagamento del presunto debito fin dal 2003, con i tristemente famosi pignoramenti dell’orecchino e dell’orologio, o la porta della camera d’albergo di Merano, in cui alloggiava il campione, violata dagli esattori italiani.

Il calvario è finito

Oggi sembra davvero tutto chiaro e il calvario finito. Sembrava impossibile, ma la forza dei documenti, i ricorsi dell’avv. Pisani e la chiarezza della verità hanno posto fine a questa vicenda. Al difensore di Diego, l’avvocato Angelo Pisani, è stato poi notificato il documento col quale Equitalia chiede ufficialmente all’ufficio riscossione forzata della società più temuta dai contribuenti di sospendere le esecuzioni ai danni del Pibe. «Dobbiamo essere grati – commenta soddisfatto Angelo Pisani – ad una magistratura tributaria coraggiosa, preparata ed attenta come quella partenopea, cui si deve questo risultato e lo stop ad una burocrazia cieca e sorda alla verità ed innocenza dei contribuenti».

In collaborazione con Calcio&Finanza

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