pubblicato: mercoledì, 18 luglio, 2018

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Pensioni ultime notizie: Quota 100 non sarà per tutti. Chi resta fuori

Pensioni ultime notizie: Quota 100 non sarà per tutti

Pensioni ultime notizie: Quota 100 non sarà per tutti. Chi resta fuori.

Paletti Quota 100: Di Maio conferma il limite


Sul tema pensioni ultime notizie riguardano senz’altro il taglio dei vitalizi, prima “vittoria” del governo gialloverde. Ma anche Quota 100 continua a tenere banco. Soprattutto considerando che la realtà potrebbe essere differente dalla teoria espressa durante la campagna elettorale. Con l’introduzione del requisito anagrafico (minimo 64 anni e 36 di contributi), resterebbero fuori alcuni soggetti. Tra cui quelli che svolgono lavori gravosi, che oggi possono andare in pensione 1 anno prima rispetto al paletto sopra riportato. Inoltre altri soggetti penalizzati sarebbero le donne, i familiari con disabili a carico, i disoccupati.

Va infatti ricordato che la misura Ape social non sarà prorogata, almeno stando ad alcune dichiarazioni di esponenti del governo. La notizia non è ancora ufficiale, ma per avere le risorse di una controriforma pensionistica atta a superare definitivamente la Legge Fornero, è più che probabile che sia l’Ape ad andare in pensione.

Pensioni ultime notizie: Di Maio su Quota 100

Luigi Di Maio ha parlato recentemente della nuova riforma pensioni, rassicurando tutti i soggetti in attesa. “Necessario e urgente è trovare nuovi canali di uscita più equi per superare la riforma Fornero”. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico parla quindi di Quota 41, per svincolare i pensionandi con 41 anni di contributi dal requisito anagrafico. Così come Quota 100, per la quale però esistono diverse combinazioni e non tutte convenienti. Quel che è certo è che inizialmente andrà fatta una stima certa sull’impatto sui costi per l’intero sistema. Solo dopo arriverà una risposta definitiva sul tema.

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Pensioni ultime notizie: Quota 100 e Legge Fornero, ultimi alert

Tramite il taglio alle pensioni d’oro, Di Maio ha intenzione anche di alzare le minime a 780 euro. In alcuni casi, previo il rispetto di determinati requisiti, tali minime potrebbero salire anche a 1.000 euro. Certamente aumenterebbe la platea di soggetti che, non raggiungendo attualmente quella cifra, ci arriverebbe tranquillamente con una misura realizzata ad hoc. Secondo Il Sole 24 Ore bisogna però stare attenti ai costi. La misura costerebbe infatti 4 miliardi di euro (e si parla di minimo); mentre secondo Itinerari Previdenziali il taglio alle pensioni d’oro farebbe risparmiare solo 120 milioni di euro.

Infine sulla riforma Fornero c’è l’alert della Corte dei Conti. Che ha avvisato come operare sulla Legge del 2011 sia ormai diventato impossibile. “Sono esauriti gli spazi per attenuare gli effetti correttivi della Legge 214/2011; a meno di un ripensamento complessivo sul sistema”. E sarà proprio sulle risorse che si effettuerà il gioco della riforma pensionistica il prossimo autunno.

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