pubblicato: martedì, 17 Luglio, 2018

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Accadde oggi 17 luglio: La guerra civile spagnola

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Accadde oggi 17 luglio: La guerra civile spagnola

Il conflitto marittimo-commerciale tra Inghilterra e Regno di Spagna si concluse con una disastrosa sconfitta spagnola. Dopo la distruzione della Invicibile Armada nel 1587, il potere navale della Spagna si esaurì. La guerra dei Trent’anni, una delle guerre più sanguinose della storia dell’umanità, coinvolse lo Stato iberico. Nonostante avesse perso il predominio dei mari, la Spagna manteneva una grande forza militare terrestre anche se sorretto da una economia fragile e da un apparato burocratico/militare inefficiente e corrotto. Gli spagnoli avevano iniziato a combattere dal 1620 (il 1618 è la data di inizio della guerra dei Trent’anni) e si schierarono al fianco della Lega Cattolica e del ramo degli Asburgo in Austria (la dinastia regnante in Austria e Spagna era la medesima: Asburgo).

Sebbene la Spagna ufficialmente entrò nella contesa della guerra in tale data, essa era impegnata da anni in una serie di guerre le quali erano dispendiose e disperdevano le risorse necessarie a migliorare la vita sociale ed economica degli spagnoli. Anche dopo tutte tali difficoltà, nel 1635 la Spagna combatteva ancora contro la Lega Protestante.

La lotta per l’egemonia contro la Francia

Secondo la teoria nello studio delle relazioni internazionali il ciclo degli Imperi afferma che:” Un Impero in una fase di declino è destinato a combattere per la sua egemonia con l’Impero che è in fase di ascesa, il cui scontro servirà per stabilire chi manterrà la supremazia”. L’Impero in ascesa di cui si parla è la Francia. La Francia del cardinale Richelieu, nel 1600 iniziava ad aspirare alla supremazia territoriale in Europa e per ottenere ciò l’unico modo era destituire il proprietario di tale onore: Il Regno di Spagna. Pertanto, nel 1635 la Francia scese in campo per combattere la Spagna. La guerra si risolse in un disastro spagnolo. Le sconfitte ottenute in ogni battaglia costrinsero lo Stato iberico a scendere a trattative con la Francia, la quale uscì vincitrice. Il Trattato dei Pirenei, oltre alle concessioni territoriali della Spagna a favore della Francia, affermò l’egemonia francese in Europa, destituendo la Spagna.

La Decadenza di un Impero

Il Regno di Spagna, così, da grande potenza egemone in Europa divenne dal 1659, un semplice spettatore passivo della situazione internazionale dovendo assistere non solo alle invasioni della penisola iberica da eserciti stranieri (guerra di successione spagnola, guerre napoleoniche) ma anche allo smembramento del suo impero coloniale (Sud America, guerra ispano-americana etc..) non avendo la forza di bloccare il corso degli eventi.

Il Novecento spagnolo

La situazione di declino spagnola continuò fino al Novecento. Un Paese che non ha la forza di reagire esternamente non è in grado di riformarsi al suo interno. E difatti, l’enorme potere della Chiesa Cattolica, le ingiustizie sociali, analfabetismo diffuso, burocrazia inefficiente e la ricca aristocrazia terriera contraria a qualsiasi provvedimento di industrializzazione bloccavano l’avanzamento tecnologico della Spagna che rimaneva il fanalino di coda dell’intera Europa. La scarsa considerazione che gli Stati avevano nei confronti della Spagna, essendo ormai un Paese secondario, e l’impossibilità di attuare una politica estera costrinsero la Spagna a non intervenire nella guerra più importante d’Europa ed in cui si giocavano i destini dell’intera Europa: la Grande Guerra.

Nonostante la sua neutralità, la Spagna continuava ad essere meno sviluppata e meno forte economicamente persino degli Stati che dalla Prima Guerra Mondiale erano usciti sconfitti come la Germania o l’Austria o la stessa Russia/ Unione Sovietica.

Accadde un 13 luglio: cronostoria della nascita della Polveriera Balcanica

La Repubblica Spagnola e le sue difficoltà

L’enorme ingiustizia che era presente in Spagna, portò all’esasperazione della popolazione la quale riuscì a destituire in maniera piuttosto pacifica la secolare monarchia spagnola. Era il 1931. Le elezioni repubblicane vennero vinte da vari partiti di sinistra vicini agli ambienti comunisti come il “Frente Popular”. L’idea di una Spagna, la quale già isolata per via della scarsa voce in capitolo negli affari internazionali, di stampo comunista preoccupava gli ambienti più estremi spagnoli: militari, ex-monarchici ed anche la Chiesa. La “piaga” del comunismo per la scena mondiale era una malattia da tenere il più possibile lontana dai confini di ogni singolo Stato, proprio come era stato fatto con il “Cordon sanitaire” intorno all’URSS. Cosa che lo Stato Iberico non poteva permettersi.

Pertanto, subito dopo la proclamazione della repubblica ambienti monarchici e militari avevano iniziato a cospirare per rovesciare il governo repubblicano.

La vita politica della Spagna Repubblicana non era facile. Partiti di estrema destra nascevano in ogni parte del Paese tra cui spiccava la “Falange Española y de las JONS” fondata da José Antonio Primo de Rivera. Inoltre, i militari vedevano i propri ufficiali sostituiti perché di mentalità troppo di destra per il governo e cambiati con ufficiali di ideologia repubblicana. Vari omicidi politici venivano perpetrati a destra e a sinistra. La situazione era sul filo del rasoio. Parate militari falangiste in Marocco preoccuparono le istituzioni repubblicane di Madrid.

Accadde oggi: i preparativi per la guerra civile, che scoppia ufficialmente il 17 luglio

Entrambe le fazioni si preparavano ad insorgere e tentare di chiudere la faccenda una volta per tutte. La data per i militari venne fissata per il 25 di luglio 1936, durante la festa nazionale di San Giacomo, però la data venne anticipata al 12 in quanto si temeva che la sinistra si sarebbe pronunciata per prima.

Nel frattempo il 13 luglio, dopo che la data non era ancora certa, un deputato monarchico José Sotelo fu assassinato da una squadra della polizia. Il giorno dopo la morte di Calvo Sotelo. Il Governo chiuse tutte le sedi anarchiche, carliste e monarchiche. Mentre l’UGT (Unione Generale dei Lavoratori) e Partito Comunista di Spagna espressero la loro volontà di rimanere fedeli al governo dimostrando la loro solidarietà ad esso. L’assassinio del deputato venne visto agli occhi dei militari come un segno indicante la necessità di velocizzare i preparativi per una insurrezione dato il clima sempre più violento e fissarono l’insurrezione per il 18 luglio. Parola d’ordine (senza novità). Appena trasmessa tale “password” tutte le unità militari si sarebbero dovute sollevare contemporaneamente e occupare le città. L’armata d’Africa, dopo aver preso il controllo del Marocco spagnolo si sarebbe trasferita in Spagna in Andalusia, storica fortezza socialista.

Il Governo spagnolo, al corrente degli eventi, si preparò a combattere spostando alcune navi militari verso lo stretto di Gibilterra al fine di fermare le truppe falangiste che altrimenti sarebbero sbarcate nella madrepatria.  Non bastò.

Il 17 luglio 1936 le truppe della falange si sollevarono contro il governo dando inizio alla guerra civile spagnola, definita successivamente come “il palcoscenico della Seconda Guerra Mondiale”.

La Guerra civile spagnola e il palcoscenico della Seconda Guerra Mondiale

Italia e Germani Nazista diedero il loro appoggio al Generale Francisco Franco (divenuto capo della rivolta a seguito della morte degli altri generali) offrendo intere brigate di supporto all’esercito spagnolo, insieme ad aerei e naviglio. Al contrario, Francia e Gran Bretagna si impegnarono a non intromettersi nelle faccende spagnole in quanto un loro intervento, ormai, tardivo avrebbe portato a scontrarsi truppe dell’Alleanza con quelle dell’Asse. Solamente l’Unione Sovietica, ed in maniera appositamente lenta e tardiva intervenne in aiuto.

Guerra civile spagnola accadde oggi 17 luglio

Uomini, mezzi e materiali vennero passati alla Repubblica che nel frattempo si difendeva come poteva ovvero tramite il sacrificio di cittadini desiderosi di difendere le proprie libertà. La lentezza sovietica era dovuta al fatto che l’URSS desiderava concentrare le operazioni militari nelle proprie mani al fine poi, in caso di esito vittorioso della guerra, di controllare la Repubblica Spagnola.

Ecco perché il soprannome di tale guerra civile fu quello di “Palcoscenico”, perché tre anni prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale si andavano già a delineare gli schieramenti futuri e le tattiche militari. Difatti, proprio durante la guerra civile spagnola i nazisti provarono ad utilizzare, e con successo, i bombardamenti terroristici come nel caso della città di Guernica.

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