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Assegni non trasferibili: sanatoria in arrivo, addio alle multe

Assegni non trasferibili sanatoria in arrivo, addio alle multe

Assegni non trasferibili: sanatoria in arrivo, addio alle multe

Assegno non trasferibile, multe cancellate con la sanatoria?


L’emissione di assegni non trasferibili di importo pari o superiore ai 1.000,00 euro senza l’apposita dicitura ‘non trasferibile’ può costare sino ad una multa per riciclaggio di 6.000,00 euro. Inoltre a rischiare la sanzione è sia chi emette l’assegno che chi lo riceve. E infatti sono in molti ad aver ricevuto la sanzione. Rispunta intanto l’idea che sembrava tramontata di una sanatoria. Anche se in tanti continuano a chiedere l’annullamento della sanzione, ritenuta ingiusta. Nel frattempo lo scorso 12 luglio è stata presentata una nuova interrogazione per risolvere l’annosa questione.

Assegni non trasferibili, interrogazioni parlamentari

Il Sottosegretario all’Economia e alle Finanze, Alessio Mattia Villarosa, ha fatto sapere che il Ministero dell’Economia e delle Finanze aveva già messo a punto una proposta di emendamento e soprattutto che ‘si fa riserva di utilizzare il primo strumento utile per rimediare alle problematiche evidenziate’. La dichiarazione è stata espressa in risposta alla richiesta presentata sotto forma di interrogazione parlamentare al ‘Governo di valutare una modifica normativa; intesa a modificare il sistema nel senso di reintrodurre con effetto retroattivo i criteri di proporzionalità e intenzionalità’. Non è l’unica interrogazione in materia. Infatti ve ne è una pendente del 2/5/18 rivolta al Ministero dell’Economia e delle Finanze, firmata da numerosi deputati.

Assegni non trasferibili, cosa fare in risposta alla sanzione

Ci sono comunque dei suggerimenti per coloro che hanno ricevuto e stanno ricevendo la sanzione. Cosa conviene fare? Inviare all’Ufficio emittente le proprie osservazioni in cui far notare che si è trattato esclusivamente di un errore; evidenziare che l’assegno fa parte di un vecchio libretto di cui ancora si è in possesso. Inoltre che un simile errore non era mai accaduto prima e che l’importo del titolo non è elevato.

L’Ufficio dovrebbe applicare la sanzione minima pari a tremila euro che si può a quel punto pagare godendo di una riduzione di altri mille. L’importo di duemila euro è il minimo di sanzione che si può raggiungere. Tuttavia lo scorso 13 marzo lo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze ha chiarito che, sulla base delle giustificazioni prodotte, l’Ufficio può emanare un provvedimento di proscioglimento e quindi non comminare alcuna sanzione.

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ultima modifica: giovedì, 9 Agosto 2018