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pubblicato: sabato, 18 agosto, 2018

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Conto corrente: controllo fiscale e blocco, ecco i movimenti a rischio

Conto corrente: controllo fiscale e blocco, movimenti a rischio

Conto corrente: controllo fiscale e blocco, ecco i movimenti a rischio.

Movimenti conto corrente a rischio nei controlli fiscali


I controlli fiscali sul conto corrente non sono di certo la migliore novità per gli evasori fiscali. Ma nemmeno per quelli che non hanno evaso un euro in vita loro. E che magari sono abituati a ricevere regali in denaro, o vincono dei soldi in tornei sportivi; oppure prendono soldi dai propri genitori sotto forma di aiuto economico per l’affitto. Soldi in contanti, che poi vengono versati dal soggetto sul conto corrente. E che potrebbero essere oggetto di controlli e accertamenti fiscali. A meno che non ci siano delle prove documentali a testimoniare la provenienza di questi soldi.

Conto corrente: controlli fiscali al via, movimenti più rischiosi

Mentre per i prelievi non ci sono problemi, fatta eccezione per gli imprenditori, per quanto riguarda i versamenti sul conto corrente qualche problema c’è. Nel senso che gli accertamenti fiscali potrebbero scattare anche quando i versamenti sono rari e di poco conto. E potrebbero anche risalire indietro nel tempo, fino ad almeno 5 anni. Insomma, è sbagliato sottovalutare versamenti di centinaia di euro magari due volte all’anno. Anche se è raro un controllo fiscale per importi di tale entità, potrebbe sempre accadere. Allo stesso modo, i movimenti più a rischio sono quelli che vantano una liquidità più sostanziosa.

Facciamo l’esempio di un signor X che dall’età di 16 anni a quella di 19 anni ha messo da parte 3.000 euro di “paghette”. E che adesso che ha aperto il conto voglia metterli in banca. 3.000 euro sono tanti e il Fisco potrebbe pensare che quei soldi sono frutto di lavoro in nero, quindi di evasione fiscale. Non c’è documentazione sulla provenienza di quella liquidità? Quei soldi potrebbero essere tassati. Ma in cosa consiste quella documentazione? In prove documentali, scritture private inviate all’ente di dovere (l’Agenzia delle Entrate). E allora cosa è meglio? Che i contanti restano contanti? Un movimento di denaro deve essere tracciabile. E quindi documentabile. Così è meglio sempre utilizzare la modalità del bonifico bancario per quanto riguarda i trasferimenti di liquidità.

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Conto corrente: controlli fiscali, i tempi

Se in 5 anni non è stato fatto ancora nessun controllo, allora il contribuente è al sicuro. I 5 anni partono dal 1° gennaio successivo all’anno di riferimento; ovvero all’anno del versamento sospetto. Per le evasioni precedenti al 1° gennaio 2016, invece, il lasso di tempo che deve passare prima di rendere nullo il controllo è di 4 anni. Qualora invece non sia mai stata presentata la dichiarazione dei redditi, la tempistica di controllo e accertamento fiscale si allunga considerevolmente. Diventando di 5 anni per i periodi di imposta precedenti il 1° gennaio 2016 e di 7 anni per quelli successivi.

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