pubblicato: sabato, 18 agosto, 2018

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Governo ultime notizie: che c’entra la Gronda con il crollo di Genova?

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Governo ultime notizie: che c’entra la Gronda con il crollo di Genova?

Dopo la tragedia sul Ponte Morandi di Genova, torna prepotentemente alla ribalta il capitolo grandi opere. Una di queste, sta interessando proprio il capoluogo ligure, dove da anni si sta discutendo sulla realizzazione di una nuova autostrada esterna alla città: la Gronda di Genova.

Governo ultime notizie: la Gronda di Genova

Avete presente la Tangenziale esterna di Milano, il Grande Raccordo Anulare di Roma o il nuovo Passante di Mestre? Bene, la Gronda ha più o meno la stessa funzione. Quella di aggirare esternamente il capoluogo snellendo il traffico locale.

Stando al sito dedicato all’opera, il tracciato prevedrebbe di alleggerire il traffico nell’area genovese in questo modo. Dall’abitato di Vesima, la Gronda si staccherebbe dall’Autostrada dei Fiori in direzione nord-est. Dopo Genova Voltri incontrerebbe l’A26 dei Trafori, diretta ad Alessandria ed in Piemonte, per piegare poi in direzione est. Destinazione Genova-Bolzaneto, già svincolo situato sull’A7. Qui, la Gronda prevede un potenziamento tanto della Milano-Serravalle quanto della Roma-Genova, raggiungendo Genova Ovest.

Il progetto è, comunque, molto complesso di per sé. In termini di costi, ma anche di realizzazione. Parliamo di 61 km, di cui circa 50 in galleria, nuovi 13 viadotti e il potenziamento di 11 già preesistenti. Con dei lavori di riqualificazione dell’A10 dal suo inizio al casello di Genova-Voltri.

Governo ultime notizie: snellirebbe il traffico sull’A10?

Gronda di Ponente e Ponte Morandi non sono, comunque la stessa cosa. Anche se, stando all’attuale sistema viario di Genova, le due opere sono sostanzialmente collegate. Il nodo genovese, infatti, si fonda su due assi.

Il primo è quello della via Aurelia che attraversa il centro ed i quartieri costieri. Il secondo è quello autostradale. Proprio dopo lo scavallamento del Polcevera, attraversato proprio dal Ponte Morandi, l’Autostrada dei Fiori si incontra con altre due arterie dirette nella città della Lanterna. Una è la A7 Milano-Genova che, varcato l’appennino serve il capoluogo meneghino e l’Oltrepò Pavese. L’altra è la A12 o autostrada tirrenica che attraversa la Riviera di Levante e la Toscana, raggiungendo idealmente Roma. Solo idealmente, per il momento, perché il tratto da Rosignano a Tarquinia non è stato ancora realizzato.

Secondo chi è favorevole all’opera, quindi, la Gronda consentirebbe di alleggerire il traffico soprattutto verso ponente. Tra i benefici, si legge sul sito grondadigenova.it, non a caso, si fa riferimento proprio ad un alleggerimento del volume dei veicoli sulla tratta genovese dell’A10. Che, stando alle stime di Autostrade per l’Italia, si aggira attorno ai 60.000 transiti giornalieri.

Gronda di Genova, per i contrari un’opera “inutile e ridicola”

Chi, invece, è contrario stigmatizza sull’impatto dell’opera sul traffico nell’area genovese. “Non possiamo sapere con certezza quanti veicoli useranno il nuovo tratto autostradale ma abbiamo alcuni dati oggettivi”, si legge sul sito dei Comitati No Gronda. I quali sottolineano che “il traffico di attraversamento su Genova” inteso solamente come “in transito, copre una quota del traffico generale del 25%”. Con il 14% dei veicoli che, stando alle loro proiezioni, lascerebbe il vecchio percorso per il nuovo. Benefici, secondo gli Anti Gronda, che sono “ridicoli ed incerti”, a fronte delle conseguenze sui lavori sulla popolazione locale.

C’è di più, poi. Un’altra argomentazione ha riguardato più da vicino il Ponte Morandi. Paolo Putti, ex capogruppo M5S al comune di Genova – da sempre al fianco dei No Gronda – nel 2012 citava i dati di Autostrade, secondo cui il Ponte sarebbe potuto rimanere in piedi per altri 100 anni. Quindi, il controverso post sul Blog di Beppe Grillo dei No Gronda che bollava come “favoletta”, l’ipotesi di un crollo imminente del Ponte Morandi.

Governo ultime notizie: comincia il monitoraggio dei ponti

Se da un lato, comunque, si torna a parlare di grandi opere, dall’altro si cerca di prevenire altri disastri come quello di Genova. Dopo il crollo di martedì, infatti, le amministrazioni locali corrono ai ripari mettendo sotto sorveglianza la gran parte dei ponti a rischio crollo della nostra penisola.

Uno su tutti, il Ponte Morandi di Benevento. Nella città delle streghe, il sindaco Clemente Mastella ha deciso di chiudere l’infrastruttura, anche alla luce delle scosse sismiche che stanno investendo il Sannio. “Meglio avere disagi che disgrazie”, ha spiegato all’Ansa il primo cittadino.

I ponti che sono sotto i riflettori dei tecnici. Tra questi troviamo proprio alcuni tra quelli creati dall’ingegner Riccardo Morandi. Come il Ponte di San Nicolò e il ponte Vespucci a Firenze, quello sul Tevere alla Magliana (Roma), o il Ponte Morandi di Agrigento.

Ci sono, poi, i sorvegliati speciali: come i ponti sul Po, quelli sulla statale 107 Silana Crotonese in Calabria e quelli del Passante di Mestre. Sino a quelli dell’autostrada Palermo-Messina e quelli delle Autostrade dei Parchi in Abruzzo.

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