pubblicato: martedì, 28 Agosto, 2018

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Detrazioni fiscali ristrutturazione per inquilino, come scaricare le spese

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Detrazioni fiscali ristrutturazione per inquilino, come scaricare le spese.

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L’inquilino che vive in un appartamento o in una casa in affitto e vuole effettuare lavori di ristrutturazione può usufruire delle detrazioni fiscali? La risposta è affermativa. L’inquilino che intraprenda interventi di ristrutturazione, con il beneplacito del proprietario ovviamente, può portare in detrazione le spese, elencandole nella dichiarazione dei redditi. Ecco come funziona.

Detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione: l’inquilino può scaricare le spese?

Una persona va in affitto in un appartamento. Ma dovendoci vivere per un bel po’ di tempo, vorrebbe effettuare dei lavoro di ristrutturazione per rendere più confortevole l’abitazione in base alle sue esigenze. Il proprietario è d’accordo. A questo punto si aprono due strade. L’inquilino si impegna a pagare di tasca propria i lavori di ristrutturazione; le spese sostenute saranno poi scalate dal canone di affitto. L’alternativa riguarda invece la detrazione delle spese per la ristrutturazione tramite dichiarazione dei redditi. Questo può avvenire nel caso in cui il proprietario non sia propriamente interessato al miglioramento dell’abitazione. Ma dia comunque l’ok per l’inizio dei lavori.

Il risultato finale è che l’inquilino effettuerà dei lavori in un immobile non suo dove vivrà per un periodo limitato nel tempo. Il proprietario, invece, dopo la cessazione del contratto di locazione, si ritroverà un immobile migliorato e che potrà dunque vendere o affittare a un prezzo più alto. Per questo motivo l’inquilino deve trarre qualche vantaggio dalla sua decisione di ristrutturare parti della casa ai fini di abbellimento. E questo vantaggio consiste nella detrazione delle spese. Come funziona? Andiamo a scoprirlo.

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Detrazioni fiscali per ristrutturazioni: come l’inquilino può scaricare le spese?

Per avere diritto alla detrazione delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione in un immobile di cui è locatario, il soggetto deve riportare le spese nel 730 o nell’Unico. Un requisito indispensabile per avere la detrazione riguarda il bonifico parlante. In poche parole, ogni lavoro deve essere pagato tramite bonifico, ovvero deve essere tracciato e riportare dunque la causale di riferimento. Se l’impresa a cui si affidano i lavori verrà pagata in contanti, si perderà il diritto alla detrazione.

Ma cosa bisogna inserire nella dichiarazione dei redditi? I campi di interesse del soggetto sul modello 730 riguardano il Quadro E. E in particolare le sezioni III A e III B. La compilazione dovrà riportare l’anno in cui è stata sostenuta la spesa, il numero di rata e l’importo complessivo pagato. Tali informazioni andranno inserite nel rigo E41.

Come riporta La Legge Per Tutti, anche il rigo E51 risulta importante. Infatti, nella colonna 1 “va indicato il codice che individua il numero progressivo riportato nella sezione III A sulle spese indicate nella sezione III B”. Ciò affinché siano collegate le spese alla casa in affitto. Infine bisognerà riportare il codice del contratto di locazione nella colonna 7 del rigo E53.

Qualora si decida di portare le spese sostenute per l’intervento di ristrutturazione in detrazione decennale, quest’ultima avverrà anche una volta terminato il contratto di locazione. Pertanto, non essere più il locatario dell’immobile ristrutturato, non comporterà la sospensione della procedura.

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