pubblicato: mercoledì, 29 agosto, 2018

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Nicky Hayden: famiglia chiede risarcimento di 6 milioni all’autista

Nicky Hayden

Nicky Hayden: famiglia chiede risarcimento di 6 milioni all’autista

Avrà luogo il 10 ottobre al Tribunale di Rimini il processo per il trentunenne che investì il pilota statunitense Nicky Hayden causandone la morte. L’udienza, che era già stata rinviata, vede oggi la sorella del pilota costituita parte civile con una richiesta di risarcimento di 6 milioni di euro, indennizzo massimo previsto dalla legge italiana.

Nicky Hayden: indagini e processo

Si spegneva il 22 maggio all’ospedale di Cesena il campione di MotoGP Nicky Hayden, in seguito ai traumi provocati dall’incidente avvenuto cinque giorni prima a Misano Adriatico (RM).

Dopo più di un anno la famiglia chiede un indennizzo e torna in tribunale contro l’autista coinvolto nell’incidente. L’impatto, avvenuto in via Tavoleto, ha visto il numero 69 della Honda investito con la sua bici da una Peugeot che non avrebbe rispettato lo stop, colpevole quindi inizialmente di omicidio stradale.

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Le indagini sono state condotte da un pool di esperti che in primis ha confermato il mancato rispetto dei limiti di velocità da parte dell’autista, allora trentenne, che viaggiava poco sopra i 70km orari in una strada a limite 50. In seguito però, coadiuvati da filmati di una telecamera di sicurezza privata, hanno potuto accertare che Hayden all’incrocio non si è fermato allo stop, non ha dato la precedenza alla macchina e si è immesso in via Tavoleto con la sua bicicletta a una velocità di 20,63 km all’ora. La causa principale dell’incidente resta pertanto il mancato stop e l’elevata velocità, con un concorso di colpa che darebbe all’automobilista il 30% della responsabilità del sinistro mortale. Secondo il perito del pubblico ministero se l’auto avesse rispettato i limiti di velocità “sia reagendo e frenando, sia continuando a velocità costante, l’incidente sarebbe stato interamente evitato”. Di contro la posizione del perito della difesa, che punta sulla responsabilità piena di Hayden, sostenendo che anche se l’automobilista avesse rispettato il limite di velocità il ciclista, non rispettando lo stop, sarebbe comunque finito contro l’auto.

Una sentenza in bilico, con responsabilità condivise per la morte di Nicky Hayden

Bisognerà aspettare quindi il 10 ottobre per una sentenza definitiva, per provare a far luce sulle colpe e decidere se l’indennizzo richiesto verrà accettato, risultato che non riporterà comunque in vita il campione né migliorerà quella del trentunenne riminese, ancora sotto shock.

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