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pubblicato: giovedì, 20 settembre, 2018

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Conto corrente: verifiche fiscali sugli accrediti, come funzionano

Conto corrente: controlli fiscali su accrediti

Conto corrente: verifiche fiscali sugli accrediti, come funzionano.

Come funzionano gli accrediti e le verifiche fiscali


Con il provvedimento direttoriale n. 197357/2018, l’Agenzia delle Entrate ha lanciato la sperimentazione di una procedura di analisi del rischio di evasione per le società con l’utilizzo di informazioni trasmesse all’Archivio dei rapporti finanziari. Tramite gli accrediti sul conto corrente di società di capitale e di persone e incrociando le informazioni comunicate all’archivio, sarà possibile annoverare quei soggetti nelle liste di selezione dei controlli fiscali relativi all’anno 2016. Un sistema questo che parte tardi, visto che riporta le disposizioni di attuazione dell’art. 11, comma 4 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201. Infatti, qui veniva riportato che le informazioni comunicate vengono utilizzate dall’Agenzia delle Entrate per l’individuazione dei contribuenti a maggior rischio di evasione da sottoporre a controllo.

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Conto corrente: controlli fiscali sugli accrediti al via

Nel recente provvedimento diffuso dall’Agenzia si comincia così con l’attività di sperimentazione della procedura di analisi del rischio di evasione, legata alle società di persone e alle società di capitali tramite l’utilizzo integrato delle informazioni comunicate dagli operatori all’Archivio dei rapporti finanziari; in aggiunta ad altri elementi presenti nell’Anagrafe tributaria. Come funziona la procedura? Quest’ultima “individua le società di persone e di capitali sui cui conti correnti risultano movimenti in accredito secondo le informazioni comunicate all’Archivio dei rapporti finanziari; e che per l’anno 2016, in merito a quanto detto, siano accadute le seguenti cose.

  • Omissione della presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte dirette e ai fini Iva;
  • Presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte dirette o ai fini Iva priva di dati contabili significativi.

Pertanto i contribuenti che saranno segnalati dalla procedura di analisi del rischio di evasione saranno potenzialmente annoverabili nell’elenco selettivo dei soggetti passibili di attività di controllo.

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Conto corrente: procedura di analisi al rischio, come funziona

Sempre nel provvedimento di cui sopra si legge che la Divisione Contribuenti trasmette alle Direzioni regionali e alle Direzioni provinciali l’elenco delle posizioni di competenza tramite apposito applicativo informatico al quale possono accedere solo gli utenti abilitati. Alla posizione segnalata si affianca la comunicazione delle seguenti informazioni.

  • Il numero dei conti correnti;
  • Il totale aggregato dei saldi;
  • I movimenti dei rapporti finanziari;
  • Gli elementi significativi ulteriori presenti in Anagrafe tributaria.

Infine, le Direzioni provinciali valutano le posizioni comunicate allo scopo delle regolari attività di controllo; quindi comunicano gli esiti delle attività effettuate tramite la compilazione di una scheda di feedback, che sarà resa disponibile tramite applicativo informatico.

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