pubblicato: martedì, 18 settembre, 2018

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Finanziamento non pagato: prescrizione e conseguenze dopo 5 anni

Finanziamento non pagato: prescrizione e conseguenze

Finanziamento non pagato: prescrizione e conseguenze dopo 5 anni.

Prescrizione finanziamento non pagato


Per far fronte a determinate spese della vita quotidiana o a spese extra, non avendo sufficiente liquidità, è possibile richiedere un prestito alla banca. Ma questo tipo di finanziamento non è certo gratuito, ma ha delle spese che, aggiungendosi alla somma richiesta, possono determinare importi elevati nel complesso ai fini della restituzione. Ma se la difficoltà economica incombe, può capitare di non riuscire a restituire il finanziamento. Quindi, cosa succede in caso di finanziamento non pagato? Esistono termini di prescrizione a riguardo? E quali sono i rischi e le conseguenze più importanti da non sottovalutare? Ecco una serie di informazioni utili a riguardo.

Finanziamento non pagato: quando si entra nella blacklist

A seguito di una rata del finanziamento non pagata si diventa sin da subito cattivi pagatori? E a quale livello? Innanzitutto bisogna specificare che nel momento in cui non si riesca a pagare puntualmente una rata, sempre che sia la prima volta, si viene sollecitati dall’istituto di pagamento a risolvere la questione. Si tratta di un avviso bonario perpetrato in modalità e per canali tradizionali, come ad esempio una telefonata, una comunicazione scritta e via dicendo. Resta il fatto che nel momento in cui si richiede un finanziamento si viene subito segnalati alle Sic, vale a dire a uno dei Sistemi di informazioni creditizie, gestiti da società private. Questi tracciano un identikit del soggetto richiedente il finanziamento in base alla sua capacità di restituire il prestito; o alla sua eventuale insolvenza.

Solo quando l’insolvenza diventa di grave importanza, allora si viene segnalati alla Cai, ovvero alla Centrale di Allarme Interbancaria; quest’ultima è una banca dati pubblica gestita dalla Banca d’Italia. Alla Cai non si viene segnalati se si hanno morosità di lieve entità; bensì, si “entra” in caso di insolvenze più considerevoli. Le conseguenze sono certamente importanti, poiché impediscono per un certo periodo di tempo di utilizzare la carta di credito o di richiedere un altro finanziamento. Questo lasso di tempo varia in base al numero delle rate e ai ritardi che si collezionano. Generalmente il “blocco” dura 1 anno se il ritardo riguarda 2 rate; tuttavia, se il ritardo è più prolungato, si può arrivare anche a 2 anni. Ovviamente, questo tempo di sospensione inizia da quando è avvenuta la restituzione totale del finanziamento.

Finanziamento non pagato: rischi e conseguenze

Va detto che se un soggetto non riesce più a pagare un finanziamento è tenuto a versare anche altri interessi oltre a quelli previsti dal contratto stipulato con la banca. Naturalmente si sta parlando dei cosiddetti interessi moratori, sanzioni economiche che di certo aggravano l’esborso da parte del soggetto debitore. I cattivi pagatori potrebbero anche ricevere la richiesta di restituzione in una soluzione unica. Mettiamo che un soggetto abbia chiesto un finanziamento di un certo importo della durata di 5 anni e negli ultimi 2 abbia problemi, tanto da essere segnalato nella blacklist dei cattivi pagatori. A questo punto l’istituto ha facoltà di richiedere l’esborso di 24 mensilità in un’unica soluzione, procedendo così allo scioglimento della finanziaria sottoscritta.

A questo punto le conseguenze diventano ancora di più importanti. Al di là degli avvisi bonari legati a piccoli ritardi o a debiti di poco conto, il mancato pagamento prolungato di rate più considerevoli porta la banca a tutelarsi, richiedendo un decreto ingiuntivo al tribunale che dovrà essere notificato al debitore. Quindi il soggetto avrà 40 giorni di tempo per contestare le ragioni del creditore e quindi opporsi. La mancata opposizione e una messa in regola assente da parte del debitore fa scattare invece la procedura di esecuzione forzata, a cui può conseguire il pignoramento.

Grazie alla Legge n. 3/2012 sul sovraindebitamento, il soggetto debitore può comunque organizzare un piano di restituzione del debito in base alle effettive disponibilità economiche. Ciò può avvenire solo se il finanziamento è stato richiesto da un soggetto privato e non abbia correlazione con attività imprenditoriale. Come scrive La Legge Per Tutti, “si propone così un pagamento a saldo e stralcio minimo (di solito tra il 10 e il 50%). Se il giudice lo ritiene meritevole e non risulta che il debitore abbia altre possibilità per estinguere il debito, viene approvato anche contro il volere del creditore”.

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Finanziamento non pagato: prescrizione, termini e come funziona

Anche il finanziamento non pagato può cadere in prescrizione, ma invero avviene molto raramente. Anche perché il lasso di tempo che deve passare affinché la pretesa sul credito decada ammonta a 10 anni. E durante questi 10 anni il debitore non dovrà aver ricevuto dall’istituto di credito nessuna comunicazione formale relativa alla restituzione del debito. Ogni comunicazione inviata e notificata al debitore, infatti, farà ripartire la prescrizione da zero.

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