pubblicato: domenica, 23 Settembre, 2018

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Visita fiscale Inps: visite mirate vanno avanti, chi rischia il controllo

Visita fiscale Inps: visite mirate vanno avanti, chi rischia

Visita fiscale Inps: visite mirate vanno avanti, chi rischia il controllo.

Controllo mirato dipendenti pubblici e privati


In materia di visita fiscale Inps fanno rumore le parole del presidente dell’Istituto Tito Boeri, rilasciate nel corso della sua audizione in Commissione Lavoro al Senato. Oggetto della discussione l’intenzione sanzionatoria nei confronti dell’Inps da parte del Garante per la protezione dei dati personali. Il bersaglio è stata infatti la “programmazione mirata” delle visite fiscali Inps; l’azione ha determinato così una sospensione dell’attività di raccolta dati, nonché una procedura sanzionatoria per violazione della riservatezza dei dati personali. Il presidente Inps Tito Boeri ha però difeso il proprio operato, snocciolando diversi numeri e facendo intendere come la programmazione mirata delle visite fiscali Inps possa risultare fondamentale anche in termini di risparmio.

Visita fiscale Inps: programmazione mirata, cosa ha detto Tito Boeri

Per Tito Boeri non ci sono motivi per i quali “dovrebbe essere vietata una programmazione mirata delle visite mediche di controllo; quando forme ben più ampie di profilazione sono comunemente praticate nella lotta all’evasione fiscale; nella programmazione dei controlli medico-sanitari; nella definizione di corsi di recupero per i partecipanti ai test di ammissione alle facoltà universitarie”.

La sospensione dell’attività di raccolta dati avvenuta lo scorso 14 marzo ha inoltre causato ingenti costi per le casse dell’Inps, riducendo dunque i risparmi, che sarebbero stati garantiti da un utilizzo più intelligente dei dati; e quindi da una programmazione specificamente mirata. Per Boeri la sospensione “ha provocato costi ingenti all’Istituto, alle imprese e agli stessi lavoratori malati e non”. Ciò ha ridotto “l’efficacia delle visite nel limitare comportamenti opportunistici, imponendo di contro ai malati e alle loro famiglie visite di controllo che non si sarebbero altrimenti effettuati in virtù dell’alta probabilità di confermare il giudizio del medico curante”.

Quando arriva il medico: le statistiche ufficiali.

Visita fiscale Inps: programmazione mirata fa risparmiare

Durante l’audizione Tito Boeri ha snocciolato anche diversi numeri, informando che per l’indennità di malattia per i dipendenti privati “l’Inps spende ogni anno circa 2 miliardi”; mentre per i dipendenti pubblici i costi si aggirano attorno ai 2,8 miliardi. Si tratta comunque di “numeri importanti”. Numeri che interessano anche i certificati inviati all’Inps. 12 milioni dai lavoratori privati, 6 milioni da quelli pubblici, per un totale di 18 milioni di certificati. Ovvero di malattie che potrebbero essere sottoposte a visite fiscali Inps, le quali però non riescono a superare il 5% del totale annuo. Da qui la necessità e l’importanza di una programmazione intelligente, di una selezione informatizzata; e quindi l’indispensabilità del data mining.

Analizzando i dati raccolti prima del 15 marzo 2018, giorno in cui la raccolta dati è stata sospesa, e confrontandoli con quelli dei mesi successivi, Boeri è giunto a una conclusione. È stata infatti “ridotta fortemente la capacità delle visite fiscali di individuare casi di assenza ingiustificata alla visita del medico (-26,8%)”. A proposito di riduzioni, Boeri ha sottolineato il -39,5% di visite fiscali riscontranti idoneità al lavoro e riduzione prognosi; nonché un -74,5% di visita fiscale che riscontra idoneità con conferma prognosi. Economicamente parlando, si tratta di “335 mila euro al mese persi per le casse dell’Inps”. Le perdite stimate su base annua si aggirano così attorno ai 4 milioni di euro.

Così, dopo l’ammonimento del Garante della Privacy, Tito Boeri spera in un subitaneo intervento normativo che ripristini il sistema di profilazione; al fine di “far emergere quelle situazioni in cui il lavoratore è meno malato di quanto dica il suo certificato medico”. L’intervento potrebbe contribuire anche nell’azione contro altri fenomeni fraudolenti. Ma soprattutto consentirebbe di restituire “alle aziende e al sistema produttivo centinaia di migliaia di giornate di lavoro all’anno”.

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