pubblicato: mercoledì, 12 settembre, 2018

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Negozi aperti la domenica: come funzionano i giorni in Europa

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Negozi aperti la domenica: come funzionano i giorni in Europa

Negli ultimi giorni la tematica degli orari e delle aperture domenicali è diventata un tema caldo nell’agenda europea. Il dibattito politico ha coinvolto anche la sfera economica, religiosa e sociale della società.

In generale, l’unico vincolo posto dall’Unione Europea, contenuto nella direttiva sull’orario di lavoro (2003/88/EC), è quello di concedere al dipendente un giorno di riposo dopo sei di impiego. Ma non necessariamente quel giorno deve coincidere con un festivo.

Sappiamo che il modello di regolamentazione degli orari lavorativi e delle aperture domenicali varia da paese a paese. In nessun paese il lavoro domenicale è completamente proibito. Ad esempio Malta, Ungheria, Finlandia e Danimarca hanno introdotto e successivamente abolito le restrizioni sul lavoro nel giorno festivo.

Negozi aperti la domenica: come funziona in Francia e in Germania

In nazioni come Germania e Francia si applicano divieti rigidi per quasi tutte le attività commerciali nei giorni festivi. Per i francesi vige il principio del riposo domenicale per tutti i dipendenti ad eccezione dei negozi detenuti dai proprietari che possono rimanere aperti senza restrizioni. Sono previste eccezioni anche per negozi di alimentari mentre per quelli non alimentari, è necessario il via libera del sindaco; Solo in questo caso la remunerazione diventa doppia. Per quanto riguarda i dipendenti che lavorano per negozi più grandi di 400 metri quadrati, la remunerazione di quelle ore aumenta del 30%.

In Germania invece i negozi restano chiusi la domenica ed anche durante i festivi ad eccezione di panetterie, fiorai, giornalai, negozi per la casa, musei, stazioni ferroviarie, stazioni di servizio, aeroporti e luoghi di pellegrinaggio.
In Austria restano chiusi, tranne che nelle zone turistiche.

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Negozi aperti la domenica: quali sono gli Stati senza restrizioni?

Secondo una pubblicazione del centro studi Bruno Leoni, per 16 di 28 stati membri non è presente alcuna limitazione di orario o apertura nel giorno festivo. Gli stati interessati sono: Bulgaria, Croazia, Estonia, Finlandia, Ungheria, Irlanda, Lituania, Lettonia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Italia.

Per Ungheria, Portogallo e Svezia, le saracinesche sono sempre alzate. Ed ancora in Danimarca non c’è alcuna restrizione per le aperture domenicali ma durante le maggiori festività (Natale e Capodanno) i negozi devono chiudere entro le 15. Altre nazioni invece concedono deroghe ed eccezioni.

In Italia è attualmente in vigore il cosiddetto “Salva Italia” (decreto-legge n. 214/2011). Nell’articolo 31 è liberalizzata l’apertura dei negozi, lasciando ai negozianti totale indipendenza. Di recente il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha assicurato che “entro l’anno verrà approvata la legge che impone lo stop nelle domeniche e nei festivi ai centri commerciali, con delle turnazioni e l’orario che non sarà più liberalizzato, come fatto dal governo Monti”.

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