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pubblicato: mercoledì, 12 settembre, 2018

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Amministratore di condominio: requisiti e compenso, come si diventa

amministratore di condominio

Amministratore di condominio: requisiti e compenso, come si diventa

Per gestire una realtà oggi assai complessa come quella di un condominio – specie se composto da molti condomini – occorre una figura professionale apposita, la quale si occupi appunto di gestire le cosiddette parti comuni dell’edificio, i rapporti tra gli stessi condomini e che abbia funzioni esecutive e di rappresentanza legale.

Requisiti sempre più stringenti per l’ amministratore di condominio

Stiamo parlando ovviamente dell’amministratore di condominio, un ruolo che, negli ultimi anni, è stato opportunamente arricchito di nuove norme idonee a rendere sempre più rigorosa la formazione ed efficace l’attività che esso svolge.

Anzitutto occorre precisare che la normativa fondamentale in tema è quella contenuta in alcune norme specifiche del Codice Civile, integrata però da quelli che sono i tratti essenziali del contratto di mandato (per il quale, secondo quanto recita il c.c., “una parte, mandatario, si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell’altra, mandante”). Secondo il legislatore, questa è la forma più corretta per il conferimento dell’incarico di amministratore di condominio perché il contratto di mandato prevede il conferimento di un incarico dietro corrispettivo e lo svolgimento di funzioni e attività in nome e per conto dei condomini.

Che normativa disciplina l’amministrazione condominiale?

Come anticipato, sono intervenute negli ultimi anni nuove leggi le quali hanno reso più rigorosa l’attività di amministratore: si tratta della legge sulla riforma del condominio (L. 220/2012) e la legge sulle professioni non regolamentate (L. 4/2013). La volontà del legislatore è di avere sul territorio amministratori sempre più preparati, data la complessità e la varietà delle situazioni che quotidianamente affrontano (a titolo esemplificativo, l’esecuzione delle deliberazioni assembleari e degli adempimenti fiscali, la redazione del rendiconto annuale condominiale della gestione, la rappresentanza del condominio nei procedimenti contro terzi). Infatti, secondo l’attuale impianto normativo, chi vuole diventare amministratore di condominio deve frequentare un corso di formazione specifico e aggiornarsi periodicamente.

Ecco i requisiti per essere amministratore di condominio

Sul piano dei requisiti, questi sono sette e riguardano onorabilità e competenze professionali. Data la delicatezza delle questioni affrontate nell’ambito del condominio, è chiaro che l’amministratore debba godere dei diritti civili, e che non debba essere stato condannato per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni. Il codice civile prosegue rigorosamente sul piano dei requisiti, disponendo che tale figura professionale, per poter svolgere la sua attività, non sia mai stata dichiarata inabilitata, interdetta o protestata.

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Ecco quanto riceve l’amministratore. Il compenso è variabile

Nel caso particolare in cui i condomini non abbiano provveduto a nominarlo, il compito spetterà al giudice, il quale dovrà scegliere un professionista con un diploma di scuola secondaria di secondo grado e che abbia frequentato un corso di formazione specifico e abbia rispettato obblighi di aggiornamento periodico.

Circa il rilevante argomento del compenso, trattandosi di un contratto di mandato a titolo oneroso conferitogli dai condomini, all’amministratore spetterà un guadagno. Però, all’atto della nomina, sarà compito dello  stesso amministratore indicare l’importo dovuto a titolo di compenso.

In seconda battuta, per ottenere il compenso, l’amministratore dovrà presentare ai condomini il rendiconto del proprio operato, che deve necessariamente comprendere la specificazione dei dati contabili delle entrate, delle uscite e del saldo finale.

Si può quindi giungere alla conclusione che, finalmente dopo anni di incertezza circa il livello professionale della categoria degli amministratori di condominio, il legislatore ha predisposto una normativa rigorosa e dettagliata che, quanto meno, ha il pregio di risolvere alcune problematiche della delicata situazione relativa alla gestione di un condominio.

Claudio Garau

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