24/09/2018

Detrazioni fiscali, esenzioni e aliquote: quanto valgono tutte le misure

autore: Giovanni De Mizio
Detrazioni fiscali 2019 per reddito basso, ecco le più accessibili

Le detrazioni fiscali, e più in generale le tax expenditures, rappresentano uno degli argomenti più caldi della politica fiscale da molti anni. Si tratta di provvedimenti che permettono ai contribuenti di pagare meno tasse. Il problema è che negli anni ne sono stati approvati così tanti che non si sa quanti siano né quanto ci costino.

Le cifre che circolano vanno dai 75 miliardi secondo uno studio del Senato agli oltre 300 miliardi secondo la Corte dei Conti. Le differenze nascono in parte dal diverso perimetro considerato. Ma una parte sostanziosa si collega al fatto che certe detrazioni fiscali sono semplicemente fantasma.

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Detrazioni fiscali: cosa dice il Senato

L’Ufficio Valutazione dell’Impatto del Senato ha verificato che le detrazioni fiscali che è riuscito a censire valgono 75,2 miliardi. Queste agevolazioni vanno soprattutto a vantaggio delle aziende e dei contribuenti più ricchi. È abbastanza logico: per esempio è difficile che il bonus ristrutturazioni venga utilizzato da chi a stento riesce a pagare il mutuo.

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Secondo l’Ufficio, ci sono almeno 636 detrazioni fiscali e tax expenditures varie, di cui 466 in capo all’erario e il resto collegate a tributi locali. Per una buona parte di queste l’Ufficio non è riuscito neppure a capire quanti sono i beneficiari. Il motivo è che spesso e volentieri la distribuzione avviene a pioggia, e contare tutte le gocce è molto difficile.

Detrazioni fiscali: tutti vogliono eliminarle, ma nessuno lo fa

Di sfoltire la selva delle detrazioni fiscali si parla da almeno 30 anni. Solo per rimanere agli ultimi anni, nel 2014 il Parlamento ha delegato al governo di tagliare un po’ di tax expenditures. Questo non è avvenuto.

I beneficiari di queste agevolazioni, infatti, rappresentano spesso interessi potenti. Il governo di turno non vuole ovviamente perdere consenso elettorale in un Paese in perenne campagna elettorale. Di conseguenza non si riesce mai a far nulla.

Eppure, come si è detto, queste detrazioni fiscali vanno a vantaggio di chi può permettersele, in particolare i contribuenti che possono permettersi certi tipi di spesa.

Il governo pro-tempore, insomma, avrebbe una bella dote di miliardi con la quale potrebbe tagliare le tasse a chi lavora, a prescindere da quanto è in grado di spendere. Il problema è avere la volontà politica per farlo.

Si consideri che il libro dei sogni della prossima legge di bilancio costa 40 miliardi, ma ce ne sono solo 27. Forse fra quei 75 miliardi di detrazioni fiscali e tax expenditures qualche spicciolo si può trovare.

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Autore: Giovanni De Mizio

Fin da tenera età interessato a politica, economia e finanza, oggi me ne occupo usando la scienza dei dati. Economista laureato in Business Administration and Management presso l’Università Luigi Bocconi di Milano, in passato sono stato managing editor presso IBTimes Italia (gruppo Newsweek). Oggi sviluppo software, anche come responsabile dell'area tecnica di Termometro Politico. Su Twitter sono ToobyTweet.
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