pubblicato: mercoledì, 19 Set, 2018

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Governo ultime notizie: M5S-Lega, i punti verso la Manovra 2018

Governo ultime notizie, manovra 2018: Pensioni novità 2019 Quota 100 a 62 anni, accordo Salvini-Tria manovra finanziaria

Governo ultime notizie: M5S-Lega, i punti verso la Manovra 2018

Si avvicina l’autunno – mancano appena un paio di giorni al cambio di stagione – e con esso arriva il momento di dibattere sulle principali questioni economiche del Paese. Il def rimane un rebus ai più, e né Lega né Movimento sembrano voler cedere sui rispettivi cavalli di battaglia: flat tax e reddito di cittadinanza. In tutto questo, c’è da considerare l’eterno e intricato enigma delle pensioni. Sarà possibile superare definitivamente la riforma Fornero? Sarà quota 100? Sono queste le principali note di un accordo dissonante.

Vediamo, allora, quali sono i punti che verranno trattati in questa manovra 2018.

Governo ultime notizie: i numeri della piccola flat tax

La prima manovra economica del governo gialloverde verterà su quattro punti fondamentali: flat tax, reddito di cittadinanza, riforma della Fornero, ritocco delle pensioni minime, tagli ai fondi ministeriali e condono (o pace) fiscale.

Cominciamo dalla prima, la promessa elettorale #1 della coalizione di centrodestra: la flat tax. Attualmente, sembra che la riforma fiscale possa beneficare, in particolar modo, alcuni lavoratori autonomi e gli under 35 che avviano una start-up.

Per gli autonomi. Come molti sapranno, nel regime dei minimi attuale (al 15%), il limite dei ricavi annuali va dai 30.000 euro fino ai 50.000 euro, a seconda delle categorie e del codice ATECO. Con la manovra in cantiere, l’asticella si alzerebbe fino ai 65.000 di fatturato. Per chi, invece, ricava tra i 65.000 e 100.000 dalla sua attività, si arriva al 20% Per gli under 35 che avviano una start-up, la manovra potrebbe includere un taglio drastico all’aliquota e ribassarsi fino al 5%.

Agli sgravi per autonomi e giovani imprenditori, verrebbe abbattuta anche l’aliquota IRES, che scenderebbe dal 24 al 15% e che dovrebbe fomentare, in teoria, gli investimenti in ricerca e sviluppo. Il costo totale dell’operazione ammonterebbe a 1,7 miliardi di euro: una cifra molto ridotta rispetto alle stime iniziali, considerando che si tratta di una mini flat tax, che non incide in maniera determinante sulla maggioranza della popolazione (bensì, solo su un segmento abbastanza limitato).

Governo ultime notizie: un grande sforzo per inserire il reddito di cittadinanza nella manovra 2018

La proposta chiave del M5S, il reddito di cittadinanza, sta generando forti contrasti all’interno dell’esecutivo. In particolare, tra Di Maio e Tria, con quest’ultimo che non sembra voler cedere innanzi a un esborso di tale entità. Si tratterebbe – secondo le prime stime – di un costo annuale di 10 miliardi di euro, con una parte di questi che andrebbe recuperata dalla Naspi e dal reddito di inclusione (REI). Un tesoretto che potrebbe valere, però, solo una quarta parte della manovra sul reddito di cittadinanza. Tra i principali investimenti richiesti, vi è il forte potenziamento dei centri per l’impiego, spesso trascurati e/o altamente inefficaci, come hanno dimostrato vari studi in merito.

Si evidenzia come il reddito di cittadinanza sia la misura più discusse di tutta la manovra che sarà contenuto nel documento di economia e finanza. Giovanni Tria ha minacciato velatamente le dimissioni in caso di presentazione di un def che sfori il 3% del rapporto deficit/pil. Recentemente, Di Maio ha incalzato Tria, assicurando che quest’ultimo dovrà necessariamente trovare i fondi.

Governo ultime notizie: si balla sulle pensioni, dalle minime alla Fornero

L’argomento chiave e con maggiori sfaccettature, in vista della preparazione del def di quest’anno, è sicuramente la riforma delle pensioni e l’adeguamento delle minime. Il Movimento propone un innalzamento delle minime a 780 euro mensili. Una pensione di cittadinanza, che sarebbe il naturale complemento del reddito di cittadinanza. Salvini frena e cerca di concentrarsi sul superamento della Fornero. Di fatti, mentre Di Maio sembra molto più impegnato sul fronte delle minime, è il Ministro degli Interni a far prendere piede l’ipotesi della quota 100. Il Ministro del lavoro ha anche lanciato – con toni scherzosi – l’idea di una quota 90 o quota 80, ma l’ipotesi sembra tutt’altro che viabile. Una provocazione rivolta – ancora una volta – all’Unione Europea e ai mercati.

La quota 100 – attualmente stabilita dai 62 anni di età e i 38 di contributi – potrebbe costare – secondo l’INPS -, tra gli 8 e i 10 miliardi di euro, tirando al ribasso. Costi che ovviamente andrebbero sommati agli esborsi legati alle altre misure fiscali espansive.

Tagli, tagli e ancora tagli nella manovra 2018 (ma legati al def anteriore)

Come stabilito dall’ultimo bilancio – firmato e approvato dal governo anteriore -, bisognerà dare una sforbiciata ai costi dei dicasteri. Un tema estremamente delicato, in quanto nessuno vuol cedere risorse. Nel complesso, tra tutti i Ministeri, potrebbero venir meno tra i 3 o i 4 miliardi di euro. Una cifra importante e che potrebbe inficiare il corretto funzionamento delle attività.

Governo ultime notizie, manovra 2018: pace fiscale o condono fiscale?

Passiamo a quello che potrebbe essere davvero il punto più controverso di questo primo def gialloverde, ovvero la pace fiscale: concettualmente un condono. La Lega ci punta forte, reclamando la necessità di far rientrare capitali dall’estero. Tuttavia, la misura potrebbe non essere una tantum bensì strutturale. Una differenza che ha fatto scattare l’allarme nel quartier generale pentastellato e che ha trovato – almeno per ora – l’opposizione di Di Maio.

Attualmente, la pace fiscale potrebbe assumere la forma di una sanatoria sui debiti tributari, escludendo contributi previdenziali e partite IVA. Il tetto non dovrebbe superare il milione di euro, ma anche la cifra – e sanzioni e interessi sulla cartella – è suscettibile alle contrattazioni all’interno del governo.

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