pubblicato: giovedì, 18 ottobre, 2018

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Pensione di reversibilità: calcolo e requisiti per figli e coniuge. La guida

Pensione di reversibilità

Pensione di reversibilità: calcolo e requisiti per figli e coniuge. La guida

Guida calcolo pensione di reversibilità 2018


Il sistema previdenziale italiano prevede che, in caso di morte di uno dei due coniugi, al coniuge superstite spetti la pensione di reversibilità. In pratica, è un’indennità che varia in base al reddito della famiglia e agli anni di contributi versati dal defunto; anche gli altri componenti della famiglia hanno diritto all’indennità.

Dunque, presentata relativa domanda online, l’Inps valuterà la sussistenza dei requisiti per il versamento della pensione di reversibilità; tuttavia, anche se i contributi versati non raggiungono i limiti imposti dalla legge, al coniuge spetta un assegno “indiretto”. In breve, anche se a morire non è un pensionato ma un lavoratore defunto mentre ancora versava i contributi scatta l’indennità; questa rimane comunque calcolata in base al reddito dichiarato dalla famiglia.

Pensione di reversibilità: anche per chi è unito civilmente

Nello specifico, la pensione di reversibilità può essere corrisposta al coniuge superstite ma anche al convivente se si è sottoscritta un’unione civile. Inoltre, può essere versata anche ai figli o comunque ai minori affidati alla famiglia entro i 26 anni se a carico. Inoltre, in assenza del coniuge superstite e dei figli, deve essere corrisposta a genitori, fratelli e sorelle o nipoti.

Non c’è differenza tra lavoratori dipendenti e autonomi; insomma, contano solo gli anni di contributi versati. Da precisare poi che l’assegno spetta anche al coniuge superstite divorziato; d’altra parte, è condizione fondamentale che quest’ultimo sia titolare di assegno divorzile; in sostanza, deve essere riconosciuto non indipendente dal punto di vista economico.

A quanto ammonta la pensione di reversibilità? Due i fattori da considerare: contributi versati, reddito famigliare. Ora, se il coniuge era già pensionato, l’assegno “passa” invariato al coniuge superstite; in caso di morte di un lavoratore vanno verificati i requisiti. Quindi, in breve, sono necessari 15 anni di contribuzione già versati o 780 settimane se il lavoratore era autonomo; 5 anni di contribuzione o 260 settimane se il lavoratore era un libero professionista (gli ultimi 3 anni devono essere stati versati nel quinquennio precedente alla morte).

Se il coniuge non ha figli l’assegno sarà pari al 60%; all’80% se il coniuge superstite ha un figlio a carico; al 100% con due o più figli a carico. L’assegno sarà pari al 70% per il solo figlio superstite; all’80% se due sono i figli superstiti; con più di 3 figli sarà pari al 100%. Importo pari al 15% della pensione spettante se andrà all’unico genitore superstite o al fratello/sorella. 30% se i genitori o i fratelli/sorelle sono due; la percentuale da corrispondere crescerà insieme al numero dei famigliari.

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