pubblicato: mercoledì, 10 Ott, 2018

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Poste Italiane: buoni fruttiferi e libretti postali, risparmi record al sud

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Poste Italiane: buoni fruttiferi e libretti postali, risparmi record al sud

Buoni fruttiferi e libretti postali: quanto si risparmia nel Meridione


I buoni fruttiferi di Poste Italiane si possono considerare un “classico intramontabile” per i piccoli risparmiatori. Dunque, stupisce fino a un certo punto il loro continuo successo, ben visibile soprattutto nelle regioni meridionali, Calabria in testa. A certificarlo anche un recente comunicato di Poste. Infatti, in esso si comunica che: “al 30 giugno 2018 sono oltre tre milioni i Buoni fruttiferi postali. Quasi due milioni, in media quasi uno per abitante, i Libretti postali posseduti dai risparmiatori calabresi”. D’altra parte, i dati degli ultimi mesi hanno fatto registrare “una crescita significativa”.

Questi numeri, prosegue la nota, “se rapportati al totale della popolazione residente, proiettano la Calabria tra le prime regioni in assoluto della speciale classifica di Poste Italiane. Le ragioni del successo vanno individuate soprattutto nella capillare presenza di Poste Italiane su tutto il territorio nazionale”. Ciò al di là delle “tradizionali caratteristiche di sicurezza, semplicità e trasparenza” rivendicate dall’azienda.

Nati nel 1924 e nel 1875, i Buoni fruttiferi postali e i Libretti postali hanno una lunga storia alle spalle; ancora “tra le forme di risparmio preferite dagli italiani”, lo dimostra il fatto che i depositi, in questo momento, nel loro complesso arrivano a circa 321 miliardi.

Poste Italiane: la Calabria guida la classifica

D’altronde, i Buoni Fruttiferi sono uno strumento semplice e conveniente. Innanzitutto, permettono di investire piccole somme. Non hanno spese di emissione, gestione o incasso; inoltre, sono esenti da imposta di successione e sono soggetti ad una tassazione del 12,50%. Apprezzabile anche la diversità dell’offerta: sono disponibili, per esempio, in una versione pensata per i minori oppure in quella “Smart”. Quest’ultima, prevede la possibilità di accantonare in tutto o in parte le somme depositate, quindi, di ottenere una remunerazione maggiore rispetto al tasso base.

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