pubblicato: domenica, 18 novembre, 2018

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Contributi figurativi Inps 2019: calcolo giorni e importo pensione. Come fare

Contributi figurativi Inps 2019: calcolo giorni e importo

Contributi figurativi Inps 2019: calcolo giorni e importo pensione. Come fare

Importo pensione e contributi figurativi, il calcolo dei giorni


Pensione e contributi figurativi, come calcolare

Come calcolare l’importo della pensione prendendo come riferimento i contributivi figurativi Inps? E come si calcolano i giorni riguardanti gli eventi figurativi e dunque la retribuzione pensionistica spettante? Il problema riguarda soprattutto i lavori dipendenti che sono iscritti all’assicurazione generale obbligatoria. Andiamo a fare un po’ di chiarezza sull’argomento, prendendo spunto dalla normativa di riferimento (qui un articolo che chiarisce cosa sono i contributi figurativi).

Contributi figurativi Inps: cosa dice la legge

Cominciamo così dalla Legge n. 155/198. L’articolo 8 recita infatti quanto segue. “Ai fini del calcolo della retribuzione annua pensionabile, il valore retributivo da attribuire per ciascuna settimana ai periodi riconosciuti figurativamente per gli eventi previsti dalle disposizioni in vigore è determinato sulla media delle retribuzioni settimanali percepite in costanza di lavoro nell’anno solare in cui si collocano i predetti periodi; o, nell’anno di decorrenza della pensione, nel periodo compreso sino alla data di decorrenza della pensione stessa”. Dal calcolo vanno poi escluse le retribuzioni settimanali che sono state percepite parzialmente per un evento figurativo o per i trattamenti di integrazione salariale.

Inoltre, nell’eventualità in cui nell’anno solare non vi siano retribuzioni effettive, “il valore retributivo da attribuire ai periodi riconosciuti figurativamente è determinato con riferimento all’anno solare immediatamente precedente nel quale risultino percepite retribuzioni in costanza di lavoro”. La casistica riferita dalla legge riporta anche il caso di periodi antecedenti all’iscrizione nell’assicurazione generale obbligatoria (come ad esempio il servizio militare); in questo caso “il valore retributivo da attribuire è determinato con riferimento alla retribuzione percepita nell’anno solare in cui ha inizio l’assicurazione”.

Contributi figurativi Inps: come calcolare l’importo

Potrebbe quindi risultare utile un esempio pratico riportato da Pensioni Oggi. Nel caso in cui si debbano valorizzare 26 settimane figurative per un evento figurativo posto al di fuori del rapporto di lavoro in 1 anno dove sono state accreditate 21 settimane di contribuzione obbligatorie con reddito complessivo di 8.900 euro. L’operazione da compiere consisterà nella divisione tra il reddito complessivo (8.900 euro) e le settimane di contribuzione obbligatoria (21), per poi moltiplicare il risultato per le settimane figurative (26). In questo caso si sarà applicato il valore retributivo da applicare alle settimane figurative.

Contributi figurativi Inps: riconoscimento periodi durante il rapporto di lavoro

Prendiamo adesso un’altra Legge come riferimento. E più precisamente la Legge n. 183/2010. L’articolo 40 integra tale informativa relativamente alla contribuzione figurativa. “Ai fini del calcolo della retribuzione annua pensionabile, e per la liquidazione delle prestazioni a sostegno o integrazione del reddito, per i periodi successivi al 31 dicembre 2004, il valore retributivo da attribuire per ciascuna settimana ai periodi riconosciuti figurativamente per gli eventi previsti dalle disposizioni in vigore e verificatisi nel corso del rapporto di lavoro, è pari all’importo della normale retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore in caso di prestazione lavorativa, nel mese in cui si colloca l’evento”. Tale importo dovrà essere determinato dal datore di lavoro in base agli elementi retributivi ricorrenti e continuativi. I periodi presi in esame dall’articolo sono quelli relativi a malattie o permessi.

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Contributi figurativi Inps: gli altri casi

Gli elementi retributivi non ricorrenti e continuativi rientrano nei casi di Naspi e isopensione. A partire dal 1° maggio 2015 viene presa in esame la retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni. L’operazione consiste poi nel dividere tale risultato per il numero di settimane contributive e moltiplicare il nuovo risultato per il coefficiente 4,33.

Per quanto riguarda i periodi di congedo parentale, le assenze per malattie del bambino fra i 3 e gli 8 anni e il congedo straordinario, c’è da considerare una nuova normativa. Stando al decreto legislativo n. 151/2001 (articolo 35), “i periodi di congedo parentale […] sono coperti da contribuzione figurativa, attribuendo come valore retributivo per tale periodo il 200% del valore massimo dell’assegno sociale, proporzionato ai periodi di riferimento”. Sussiste anche la possibilità da parte dell’interessato di procedere con l’integrazione tramite versamento volontario dei contributi, soprattutto quando il meccanismo sopraccitato non è equiparato alla retribuzione pre-congedo. Lo stesso vale per il congedo straordinario, regolamentato dall’articolo 42 dello stesso Decreto legislativo. Infatti, anche in questo caso l’indennità e la contribuzione figurativa spettano fino a un determinato importo. Il cui massimo viene rivalutato annualmente in base alla variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

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