pubblicato: mercoledì, 14 novembre, 2018

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Stipendio netto e lordo in busta paga: calcolo e importo contributi Inps

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Stipendio netto e lordo in busta paga: calcolo e importo contributi Inps

Contributi Inps e stipendio lordo o netto


Quando si affronta un colloquio di lavoro e si parla di retribuzione, spesso viene fornito l’ammontare dello stipendio lordo anziché dello stipendio netto. Ma come si calcola il netto dal lordo? Se ad esempio un potenziale datore di lavoro ci offre 1.700 euro, quanto sarà il netto e quali sono i calcoli da fare? Dall’importo offerto, infatti, devono essere tolte tasse e contributi, e quindi, calcolatrice alla mano, occorre rispolverare le nostre abilità matematiche.

Stipendio netto dal lordo: calcolo veloce

Ovviamente a un colloquio di lavoro in cui ci viene comunicata l’eventuale retribuzione, è difficile capire al volo a quanto ammonta lo stipendio netto calcolandolo dal lordo. E di certo non possiamo tirare fuori la calcolatrice e cominciare a fare calcoli di fronte al nostro futuro datore di lavoro. Un calcolo mentale veloce potrebbe dunque essere di aiuto in tal senso.

Approssimativamente, infatti, se ci viene offerto uno stipendio lordo di 1.700 euro, per capire a quanto ammonta il netto dovremmo sottrarre l’importo a una percentuale variabile tra il 25% e il 30%. Nel caso sopra riportato, dunque, lo stipendio netto potrebbe ammontare all’incirca attorno ai 1.275 euro. Una cifra approssimativa che potrebbe darci comunque un’idea di quanto percepiremmo realmente. Una volta da soli, potremo sfoderare la tanto attesa calcolatrice e cominciare a togliere dallo stipendio lordo pattuito tutte le voci del caso; ovvero i contributi, le imposte e altri tipi di trattenute, senza dimenticare le detrazioni a cui si ha diritto.

Stipendio netto dal lordo: come si calcola

Su come leggere una busta paga sono disponibili molte guide, perché i lavoratori spesso non riescono a decifrare tutte le voci ivi contenute. Sotto l’aspetto retributivo, le parti di nostro maggiore interesse riguardano la sezione delle somme erogate al lavoratore e quella relativa alle trattenute fiscali e previdenziali. La prima corrisponde in pratica al totale lordo guadagnato nel mese di riferimento; la seconda contiene le voci che andranno a influire sull’importo lordo per determinare l’importo netto. Qui troveremo dunque gli importi che andranno sottratti o aggiunti all’imponibile lordo. Tra quelli da sottrarre figurano i contributi Inps, le trattenute Irpef e le addizionali regionali e comunali. A ridurre l’imponibile ci penseranno le detrazioni a cui si ha diritto, come ad esempio quelle relative ai familiari e quelle da lavoro dipendente. A tutto questo bisognerà aggiungere il bonus Renzi da 80 euro (e sua relativa tassazione) che andrà ad aumentare l’importo netto.

Il reddito imponibile (ovvero, quello da tassare) sarà dato dal risultato della sottrazione tra la retribuzione lorda e i contributi Inps. A sua volta il reddito imponibile sarà fondamentale per calcolare l’importo netto. Al primo dovrà essere sottratta infatti l’imposta netta, derivante dalla sottrazione tra l’imposta lorda e le detrazioni a carico. A tutto questo bisognerà poi aggiungere il bonus Renzi per la determinazione dell’importo netto. Ma adesso arriviamo all’oggetto di questo articolo. Come funziona il calcolo dei contributi Inps?

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Stipendio netto e lordo: calcolo contributi Inps, come funziona

Come abbiamo visto sopra i contributi Inps entrano di diritto tra le voci fondamentali per calcolare lo stipendio netto dall’importo lordo. L’aliquota applicata sul reddito imponibile a titolo di contribuzione cambia in base al tipo di inquadramento del lavoratore e del settore di riferimento dell’azienda.

Come scrive La Legge Per Tutti, tuttavia, nella maggior parte dei casi la trattenuta contributiva corrisponde al 9,19% dello stipendio. Facendo un esempio pratico, prendendo in considerazione uno stipendio lordo da 1.700 euro mensili, i contributi Inps trattenuti in quel periodo ammonteranno a 156,23 euro. Ai contributi Inps obbligatori possono poi aggiungersene altri, qualora il lavoratore aderisca alla previdenza complementare o sia iscritto a un fondo specifico. Ci sono poi degli importi che non sono soggetti alla trattenuta previdenziale, come ad esempio i rimborsi spese, il Tfr e il bonus Renzi.

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