Ticket licenziamento 2018: importo e requisiti, quanto spetta

Pubblicato il 16 Novembre 2018 alle 11:19 Autore: Claudio Garau
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Ticket licenziamento 2018: importo e requisiti, quanto spetta

Molte vicende di attualità mettono oggigiorno in giusto risalto la crisi occupazionale e la frequente eventualità che un datore di lavoro ricorra a licenziamenti, per i motivi più disparati. Vero è però che il lavoratore, almeno in alcune circostanze, è in qualche modo tutelato dalla legge. Uno di questi strumenti di tutela è rappresentato dal cosiddetto “ticket licenziamento”. Vediamo di seguito di che cosa si tratta, come si calcola e qual è la sua funzione.

Ticket licenziamento: definizione e finalità

Il ticket licenziamento è uno strumento di recente introduzione da parte della Riforma Fornero (legge 92/2012) , finalizzato ad essere un contributo a carico di datori di lavoro ed aziende. Esso è da versare all’INPS fondamentalmente in tutti i casi in cui c’è un’interruzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Tale strumento è sostitutivo dell’indennità di mobilità dal 1°gennaio 2017 e, secondo la volontà del legislatore, ha due scopi differenti: da un lato finanziare la cosiddetta NASPI (indennità di disoccupazione che l’INPS dà a chi perde il proprio lavoro); dall’altro lato ha l’indubbia finalità di scoraggiare i licenziamenti da parte del datore di lavoro.

Ticket licenziamento: casi in cui ricorre l’obbligo per il datore di lavoro

Come accennato, il ticket licenziamento è da pagare in tutti i casi in cui il lavoratore ha diritto all’indennità NASPI. Pertanto facciamo riferimento a tutti i casi in cui i lavoratori perdono il lavoro per motivi non da loro dipendenti. In caso di dimissioni, non sussiste alcun diritto al ticket, salvo il caso di dimissioni per giusta causa. Il legislatore prevede una pluralità di casi che conducono all’obbligo per il datore di versare questo contributo. Tra essi ricordiamo: licenziamento per giustificato motivo oggettivo o soggettivo, dimissioni per giusta causa, licenziamento collettivo in assenza di un accordo sindacale, licenziamento per crisi finanziaria dell’impresa. Dato non irrilevante è che l’azienda ha comunque l’obbligo di versare tale contributo, indipendentemente dal fatto che il dipendente poi usufruisca o meno della NASPI.

Entro quanto tempo va pagato il ticket licenziamento

L’obbligo di pagamento di tale ticket licenziamento è da adempiersi, in un’unica soluzione (con modello F24 insieme agli altri contributi previdenziali e assistenziali), entro il 16° giorno del secondo mese successivo all’interruzione del rapporto lavorativo. Come vedremo, l’importo di tale ticket è variabile e calcolato in base all’anzianità di servizio del lavoratore.

Come è calcolato il ticket licenziamento

Ovviamente la legge è rigida nel definire il metodo di calcolo di questo ticket. Pertanto è fissato che l’importo corrisponda al 41% del massimale mensile di disoccupazione per ogni 12 mesi di anzianità aziendale del licenziato negli ultimi tre anni.  Tale massimale mensile ha un importo comunicato annualmente dall’INPS. Facendo un rapido calcolo, siccome per il 2018 il massimale è pari ad euro 1.208,15, per ogni 12 mesi di anzianità aziendale è dovuto un contributo di euro 495,34. Se il rapporto di lavoro ha avuto una durata inferiore all’anno il contributo è da calcolare secondo i mesi lavorati.

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Ticket di licenziamento e licenziamenti collettivi

E’ risaputo che oggigiorno è molto diffusa l’eventualità dei licenziamenti collettivi. Essi intervengono laddove il datore con più di 15 dipendenti intende effettuare almeno 5 licenziamenti in 120 giorni. Cause di licenziamento collettivo sono la riduzione, trasformazione o cessazione dell’attività produttiva. Occorre precisare che la quota di contributo segue lo stesso metodo di calcolo dei licenziamenti individuali, tranne il caso in cui la dichiarazione di eccedenza del personale sia scritta senza il sostegno di un accordo sindacale. In tale evenienza, per evidenti ragioni di tutela del lavoratore,  l’importo sarà moltiplicato per 3.

La modifica del ticket contenuta nella legge di bilancio 2018

Una rilevante novità è presente nella legge di bilancio 2018, al fine di dare maggior garanzia al lavoratore licenziato. Perciò attualmente, in caso di licenziamenti collettivi da parte di un’azienda rientrante nel campo di applicazione della CIGS, il contributo di ticket licenziamento è innalzato all’82% del massimale mensile previsto dall’INPS. Dal punto di vista temporale, tale aumento è applicato soltanto a tutte le procedure di licenziamento collettivo avviate dopo il 20 ottobre 2017.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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