Pubblicato il 22/11/2018

Omicidio Khashoggi: le ultime novità e le parole di Trump

autore: Michele Mastandrea
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Omicidio Khashoggi: le ultime novità e le parole di Trump

Il caso dell’omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi continua a arricchirsi di nuovi elementi. Secondo il Washington Post, che riporta fonti interne della Cia, sarebbe stato addirittura lo stesso principe ereditario Mohammed bin Salman a ordinarne l’esecuzione. Quanto avvenuto nel consolato saudita ad Istanbul sarebbe dunque, per l’agenzia di Langley, diretta responsabilità dell’erede al trono della monarchia wahhabita. Khashoggi, che scriveva saltuariamente per il Washington Post, era voce critica del regime saudita nonostante un tempo fosse in stretti legami con bin Salman.

Omicidio Khashoggi: la reazione di Trump

Le conclusioni della Cia mettono in difficoltà l’amministrazione Trump, per la quale, in linea con tutte le precedenti amministrazioni americane, Riad è un alleato fondamentale. In un comunicato dal titolo “America First!”, lo stesso Trump ha messo in dubbio le conclusioni della Cia. In primis dubitando delle dirette responsabilità di bin Salman, quindi proseguendo affermando quella che ha definito “una equazione molto semplice”.

Ovvero, in caso di problemi con l’Arabia Saudita il prezzo dei carburanti aumenterebbe, mettendo in difficoltà l’economia statunitense. Problematico sarebbe secondo Trump anche un taglio degli acquisti sauditi di materiale bellico americano. Riad è tra i principali acquirenti dell’industria della difesa USA.

Trump ha anche affermato che respingerà ogni altro giro di sanzioni che verrà eventualmente proposto dal Congresso. Gli USA hanno sanzionato lo scorso 15 novembre 17 uomini sauditi che sarebbero responsabili a diversi livelli dell’omicidio del giornalista. Tra questi, non c’è bin Salman.

Omicidio Khashoggi: le critiche

Il comunicato di Trump è stato fortemente criticato in patria, non solo da esponenti democratici, ma anche da repubblicani come Rand Paul. Dietro le parole di Trump ci sono considerazioni di politica estera che vede in Riad il principale alleato USA in Medio Oriente insieme ad Israele.

Le sanzioni americane reimposte recentemente contro banche e aziende petrolifere iraniane rendono infatti il greggio saudita ancora più fondamentale, permettendo alla stessa Riad di essere indispensabile per gli Usa nonostante il suo comportamento. Come sottolineato da diversi osservatori, l’appoggio americano a Riad rischia anche di peggiorare ulteriormente la situazione nello Yemen.

Omicidio Khashoggi: risvolti per lo Yemen

Il paese è attraversato da una guerra per procura combattuta tra gli stessi sauditi e i ribelli houthi che ha lasciato sul terreno decine di migliaia di morti. La vicenda rischia però di gettare un’ombra negativa sulla capacità americana di ergersi a campione del rispetto dei diritti umani su scala globale.

La contemporanea enfasi di Washington sulla detenzione di massa cinese dei musulmani in Xinjiang, così come sulla crisi umanitaria in Venezuela o sulle violenze del regime siriano di Assad rischiano di perdere credibilità di fronte al caso Khashoggi.

Le stesse recenti parole del vicepresidente USA Mike Pence al vertice Apec in Papua Nuova Guinea sulla necessità di difendere la libertà di stampa, rivolte soprattutto nei confronti della Cina, sembrano contraddire la posizione americana sulla vicenda del defunto giornalista del Washington Post.

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Autore: Michele Mastandrea

Nato nel 1988, vive a Bologna. Laureato in Relazioni Internazionali all'università felsinea, su Termometro Politico scrive di politica estera ed economia.
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