26/11/2018

Russia-Ucraina: alta tensione nel Mar Nero

autore: Michele Mastandrea
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Russia-Ucraina: alta tensione nel Mar Nero

Si innalza pericolosamente la tensione tra Russia e Ucraina nel Mar Nero. Nella giornata di domenica, tre navi ucraine in procinto di entrare nel mare d’Azov attraverso lo stretto di Kerch si sarebbero trovate di fronte uno sbarramento inatteso.

Vale a dire, secondo Kiev, un cargo russo deciso ad impedire l’accesso alle acque che conducono alla Crimea, ma anche a porti in territorio ucraino. Per i russi i mezzi di Kiev non avrebbero comunicato le loro intenzioni. Inoltre, per Mosca, i mezzi erano molto distanti dalle usuali traiettorie compiute delle imbarcazioni dirette nella ex repubblica sovietica.

Russia-Ucraina: legge marziale

I militari russi sarebbero dunque passati all’abbordaggio e alla cattura delle tre imbarcazioni, dopo aver aperto il fuoco su di esse ferendo diversi membri dell’equipaggio a bordo. Gli uomini non dovrebbero essere in pericolo di vita. Il ministro degli esteri russo Lavrov ha dichiarato che i russi sono intervenuti dopo una serie di colpi di avvertimento ignorati dagli ucraini. La Russia controlla lo stretto di Kerch dal 2014, e ha recentemente costruito un ponte che collega la Crimea al suo territorio. Una mossa che per l’Ucraina viola l’integrità territoriale del paese.

La regione della Crimea, conquistata militarmente dai russi nel 2014, continua infatti ad essere rivendicata da Kiev. Il presidente ucraino Poroshenko ha chiesto al Parlamento di applicare per 60 giorni la legge marziale nel paese a seguito dei fatti di ieri. Se applicata, cosa al momento non scontata, la decisione potrebbe portare anche al rinvio delle elezioni ucraine. Previste per la prossima primavera, vedono in questo momento l’attuale capo di stato molto indietro nei sondaggi.

Russia-Ucraina: tensione destinata a salire

Sia la Nato che l’Unione Europea hanno immediatamente chiesto di procedere nel senso dell’abbassamento della tensione e nel ripristino della libertà di navigazione nell’area. L’Alleanza Atlantica ha convocato una riunione straordinaria dei suoi ambasciatori. Il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà nel pomeriggio per discutere la situazione. A confermarlo l’ambasciatore americano Nikki Haley, che ha dichiarato che entrambi le parte hanno sollecitato la discussione.

La Russia dichiara di aver agito per difendersi dalle incursioni ucraine in quello che considera un suo territorio. Per l’Ucraina, quella subita è invece una chiara aggressione, posizione condivisa anche dalla UE che non riconosce lo status quo imposto dalla Russia in Crimea. Lunedì mattina lo stretto di Kerch è stato riaperto alla navigazione, ma la tensione tra i due paesi resta elevata.

Ad essere importante è soprattutto la possibilità di accedere a Mariupol, città ucraina sede di un porto fondamentale per l’economia del paese. La città è vicina alle aree ancora interessate da conflitti tra ucraini lealisti e filorussi nelle province di Donetsk e di Luhansk. Appena saputo della notizia, alcuni tumulti si sono verificati a Kiev nei pressi dell’ambasciata russa. Manifestazioni contro la Russia si sono tenute anche in altre città come Kharkov e Lvov.

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Autore: Michele Mastandrea

Nato nel 1988, vive a Bologna. Laureato in Relazioni Internazionali all'università felsinea, su Termometro Politico scrive di politica estera ed economia.
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