pubblicato: mercoledì, 5 Dic, 2018

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Codice della strada: cosa cambia col Decreto sicurezza 2019

Codice della strada e decreto sicurezza, cosa cambia. Riforma pedaggio autostrada costo e aumento tariffe. Quando in vigore

Codice della strada: cosa cambia col Decreto sicurezza 2019

Come sarà noto a tutti coloro che seguono quotidianamente la cronaca, il cosiddetto Decreto Sicurezza  è recentemente diventato legge. È stato voluto fortemente dal vicepremier Matteo Salvini e su di esso c’è stato ampio dibattito sia nell’aula parlamentare sia tra i maggiori opinionisti. Una cosa che non sarà sfuggita ai più è che questo provvedimento mira, tra le altre cose, a contrastare l’immigrazione clandestina e i furti negli appartamenti. Questi ultimi sono temi che hanno scosso l’opinione pubblica e sui quali si è riversata l’attenzione delle persone in questi mesi. Non meno importante però è l’apparato di misure che tale decreto predispone al fine di modificare il Codice della Strada. Vediamo di seguito più nello specifico quali sono i contenuti di tali rilevanti novità in materia di circolazione di veicoli.

Cosa prevede il nuovo Codice della Strada in materia di contrasto ai parcheggiatori abusivi

Alcune rilevanti novità riguardano anzitutto il contrasto al fenomeno di chi effettua parcheggi in modo illecito e abusivo, senza ricevuta. Oggi la sanzione pecuniaria amministrativa è più bassa rispetto al passato, oscillando tra i 771 Euro e i 3.101 Euro. Significativo è però che il legislatore abbia voluto rendere la condotta del parcheggiatore abusivo, almeno in talune circostanze, penalmente rilevante. In due tipologie di casi: qualora nella sua attività si serva di un minorenne che in pratica lo assista, e quando prosegua nell’attività vietata, pur essendo già stato sanzionato una prima volta.

Il legislatore pertanto, in caso di recidiva, punisce il responsabile come reo. In questi ultimi due casi, si tratterà di un illecito penale. Sarà punito con l’arresto da sei mesi ad un anno e con la pesante ammenda oscillante tra i 2.000 e i 7.000 Euro. A cui si aggiungerà la confisca della somma ottenuta in modo illecito.

Il nuovo sistema per i sequestri dei veicoli previsto dal Decreto Sicurezza 

La normativa del Codice della Strada è riformata anche sul piano del sequestro di un veicolo. Il Decreto Sicurezza conferma che l’automobilista, in caso di sequestro, ha l’obbligo di metterlo in sicurezza a proprie spese. Qualora il proprietario del mezzo non svolgesse tale compito, sarebbero le Forze dell’Ordine le incaricate a sostituirsi a lui; con la gravosa conseguenza però di dover pagare una consistente multa (fino a 7.276 Euro).

Anche in questo caso la sanzione pecuniaria è più bassa che in passato; però oggi è aggiunta la sanzione della sospensione della patente fino a 3 mesi. La recente riforma prevede una eventuale ulteriore sanzione a danno dell’automobilista. Se quest’ultimo non assume custodia del mezzo entro 5 giorni dalla pubblicazione del sequestro sul sito della Prefettura, la proprietà del mezzo è trasferita al titolare del deposito. Se vorrà riaverlo indietro, dovrà pagare una ulteriore somma.

Il censimento dei veicoli sequestrati e le novità in materia di fermo

Il Decreto Sicurezza, inoltre, dispone un nuovo e più efficace metodo di controllo dei mezzi nei depositi. I Prefetti saranno gli incaricati al censimento semestrale dei mezzi e alla pubblicazione online sul sito della Prefettura, dell’elenco di tutti i mezzi sequestrati. Per ciò che riguarda invece i più lievi provvedimenti di fermo amministrativo, sarà nuovamente il proprietario a farsi carico del trasporto e della custodia del mezzo. In caso di negligenza, subirà una sanzione pecuniaria fino a 3.111 Euro e la sospensione della patente fino a tre mesi.

Il divieto di circolare in auto con targa straniera secondo il nuovo Codice della Strada

Un’altra rilevante novità introdotta dal Decreto Sicurezza, mirata anch’essa ad arginare fenomeni di abuso nell’ambito della circolazione dei veicoli, è quella relativa al divieto di utilizzare mezzi immatricolati in altro Paese. Ciò nel caso l’automobilista risieda in Italia da più di due mesi. Come per il caso del sequestro del veicolo, anche in queste circostanze, c’è un rischio di multa elevato per il trasgressore e addirittura la possibilità di confisca del veicolo.

In conclusione di questo sintetico excursus sulle novità introdotte in materia di circolazione dei veicoli, è chiaro come l’intento del legislatore sia stato quello di regolamentare con ancora maggiore efficacia e dettaglio gli svariati episodi di condotta illecita in questo settore. Soprattutto è evidente che, sul piano sanzionatorio,  la previsione di più gravi pene per l’automobilista indisciplinato ha un’indubbia funzione deterrente e finalizzata a ridurre, nel tempo, il verificarsi degli illeciti suddetti.

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