02/05/2019

Conto corrente: importo e fasce Fondo interbancario di Garanzia

autore: Daniele Sforza
Conto corrente importo fasce Fondo di Garanzia
Conto corrente: importo e fasce Fondo interbancario di Garanzia

Fondo garanzia conto corrente 2019


In tempi di crisi, paventata o reale, il primo pensiero dei contribuenti italiani va immediatamente al proprio conto corrente. La paura di un default della banca o di un prelievo forzoso è tale da indurre i titolari dei conti a pensare a modi alternative per mettere i propri soldi al sicuro. Tuttavia occorre sapere che fino a certe cifre tali paure sono ingiustificate. A tutela dei titolari dei conti correnti, spicca infatti il cosiddetto Fitd, ovvero il Fondo Interbancario di tutela dei depositi.

Conto corrente: Fitd, cos’è e come funziona

Sotto la supervisione della Banca d’Italia, si tratta di un consorzio di diritto privato fondato nel 1987, al quale obbligatoriamente devono aderire tutte le banche italiane. Fanno eccezione le banche del credito cooperativo, per le quali esiste comunque uno specifico Fondo di Garanzia che tutela questo tipo di istituti di credito. Oltre alle banche italiane, al Fitd devono aderire obbligatoriamente anche le banche extracomunitarie che hanno filiali sul nostro territorio, a condizione che non ci sia un sistema di garanzia similare nel proprio Paese di origine. Diverso il discorso per le banche comunitarie, la cui partecipazione al Fondo interbancario di tutela depositi non è obbligatorio, bensì esclusivamente su base volontaria.

Conto corrente e Fitd: cosa è tutelato

Sotto il piano di tutela del Fitd ci sono i conti correnti e i conti deposito, ma anche i certificati di deposito nominativi e gli assegni circolari. Esclusi dalla protezione del Fondo interbancario di tutela depositi le azioni, le obbligazioni, i titoli di Stato. Tali investimenti non sono però a forte rischio, a meno che non siano inerenti alla banca stessa che rischia la procedura fallimentare. Altrimenti, nell’evenienza di quest’ultima, avviene la restituzione delle somme investite.

Conto corrente e Fitd: importo e fasce rimborsi

Il riferimento normativo al Fitd è da leggersi nel Decreto Legislativo n. 49/2011. Che va a intervenire sull’articolo 96-bis del decreto legislativo n. 385/1993. E specifica sin da subito che “il limite per ciascun depositante è pari a 100.000 euro”. La prima legittima domanda che può sorgere è la seguente: se si hanno intestati più conti presso la stessa banca, la somma si riferisce al conto o alla banca? La risposta è semplice: se si hanno più conti intestati nella stessa banca, la somma tutelata è di 100.000 euro in totale. Se invece si hanno più conti intestati in diverse banche, allora per ciascuna banca la somma tutelata sarà di 100.000 euro.

I rimborsi avverranno solo in caso di urgente necessità, ovvero solo ed esclusivamente nell’eventualità ci si trovi a un dissesto della banca. L’impegno da parte delle banche aderenti corrisponde a una fascia tra lo 0,4% e lo 0,8% dei fondi rimborsabili di tutte le banche consorziate. Infine, come riferisce il succitato decreto, “il rimborso è effettuato entro 20 giorni lavorativi dalla data in cui si producono gli effetti del provvedimento di liquidazione coatta”. Solo in circostanze del tutto eccezionali tale termine può essere prorogato dalla Banca d’Italia, ma la proroga non dovrà mai superare i 10 giorni lavorativi.

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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