Pubblicato il 10/01/2019 Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2019 alle 14:02

Mutuo o affitto a gennaio 2019: importo e calcolo convenienza

autore: Daniele Sforza
Mutuo o affitto a gennaio 2019: quale conviene
Mutuo o affitto a gennaio 2019: importo e calcolo convenienza

È più conveniente scegliere andare in affitto o accendere un mutuo a gennaio 2019? La domanda, invero, si ripete ogni mese, e ogni qualvolta una giovane coppia o un lavoratore single vuole lasciare l’abitazione sicura dove si trova e andare a vivere da solo o con la compagna/futura moglie. La prima risposta che viene in mente alla domanda se sia meglio scegliere un affitto o un mutuo è molto semplice: i soldi versati in una locazione vanno persi per sempre, quelli versati per un mutuo rappresentano invece un investimento per un bene di proprietà. Che inizialmente potrebbe anche essere affittato per coprire le rate mensili del mutuo stesso. Tuttavia ci sono diversi fattori alla base di questa scelta, che dipendono prevalentemente da esigenze personali, dalla situazione professionale, da eventuali risparmi che si hanno da parte e dalla volontà di fare l’una o l’altra cosa.

Mutuo o affitto: cosa conviene?

Conviene l’affitto o il mutuo? Non può esistere una risposta universale a questa domanda. Mettiamo facciate un lavoro che vi costringa a spostarvi di frequente lungo il Paese o a fare trasferte all’estero. O, ancor meglio, che implichi la possibilità di essere trasferiti temporaneamente o in modo permanente nelle sedi aziendali che si trovano sparse sul territorio. In questo caso l’affitto sarebbe la soluzione più conveniente, poiché sarebbe inutile acquistare una casa nella quale non si vive. A meno che non si abbia la certezza un giorno di tornare nella propria città: in questo caso, quando si è fuori, si potrebbe affittare l’immobile per il quale si è acceso un mutuo e coprire così il costo del finanziamento con la ricezione mensile del canone di locazione.

La situazione professionale è dunque una base importante di questa scelta. Se si ha un lavoro fisso e si ha intenzione di restare nel posto in cui si vive, accendere un mutuo potrebbe essere un’idea importante, anche per avere un bene di proprietà da lasciare poi in eredità ai figli. Se invece si ha un lavoro sporadico, accendere un mutuo sarebbe molto difficile sotto l’aspetto economico e della sicurezza, perché non si avrebbe quella stabilità necessaria che è il fondamento di questa decisione. E allora meglio l’affitto, in attesa che il futuro sorrida.

Mutuo agevolato: il Fondo di Garanzia

È anche vero che chi vuole accendere un mutuo oggi ha la possibilità di usufruire di alcune agevolazioni importanti legate al finanziamento per l’acquisto di una prima casa. Si tratta per lo più di agevolazioni fiscali che hanno il compito di aiutare soprattutto le giovani coppie a costruire la propria famiglia e soprattutto ad avere un tetto di proprietà. Tra i primi benefici fiscali legati al mutuo, va considerato il Fondo di Garanzia per l’acquisto della prima casa.

Come spiega l’Abi, si tratta di un Fondo che rilascia garanzie per un massimo del 50% della quota capitale su mutui ipotecari e non solo. A patto che gli stessi non siano superiori a 250 mila euro e siano destinati all’acquisto di immobili adibiti ad abitazione principale. Tra questi vanno però escluse le categorie catastali A1 (signorile), A8 (villa) e A9 (castello o palazzo storico). Il Fondo dà priorità a determinati tipi di beneficiari, come le giovani coppie, un genitore con figli minori e under 35.

Mutuo a tasso zero 2019 e terreno agricolo

In merito alle agevolazioni fiscali legate al mutuo c’è da registrare una novità importante nel 2019, con il cosiddetto Pacchetto Sud, che prevede la possibilità di un mutuo a tasso zero per l’acquisto di una prima casa. Quest’ultima, adibita ad abitazione principale, dovrà però trovarsi nelle Regioni meridionali e il valore del mutuo non dovrà superare 200 mila euro e 20 anni di durata. Inoltre, altro requisito essenziale per accedere a questo mutuo agevolato, è una sorta di programmazione familiare. Infatti il beneficio è riservato alle coppie con 2 figli che pensano di averne un terzo entro il 2021. Affianco al mutuo a tasso zero, inoltre, sarà dato in concessione gratuita un terreno agricolo, attualmente dismesso o in stato di abbandono.

Mutuo e detrazioni fiscali

Altro elemento importante da considerare è la possibilità di usufruire della detrazione fiscale del 19% sugli interessi passivi del mutuo fino a un tetto massimo di 4.000 euro. Naturalmente potrà beneficiare della detrazione solo il titolare dell’immobile che abbia acceso il mutuo per l’acquisto della prima casa, adibita pertanto ad abitazione principale.

Affitto: quali vantaggi?

Quali sono i vantaggi di un affitto? Non avere un bene di proprietà (alcuni lo considerano un vantaggio). Ma anche avere la libertà di potersi spostare liberamente o di trasferirsi in un’altra città o addirittura Paese. Inoltre, con un affitto con cedolare secca, si ha la certezza che il canone di locazione resterà invariato dall’inizio alla fine del contratto. Il vantaggio della cedolare secca è anche per il proprietario dell’immobile affittato, che potrà così pagare il 10% di tassa sulla locazione di un immobile, anziché il 21%.

In merito alle detrazioni fiscali, invece, questa è valida per l’affitto pagato per l’abitazione principale. Si potrà così usufruire di una certa detrazione che varia in base al tipo di reddito a alla tipologia di affitto (in cedolare secca o ordinario).

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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