23/01/2019

Reddito di cittadinanza 2019: Giorgia Meloni “presto Referendum abrogativo”

autore: Giuseppe Spadaro
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Reddito di cittadinanza 2019: Giorgia Meloni “presto Referendum abrogativo”

Referendum reddito di cittadinanza?


Reddito di cittadinanza e Quota 100 approvate sotto forma di decreto dall’esecutivo in carica giovedì 17 gennaio 2019. Le reazioni non si sono fatte attendere. Alle parole di fuoco dell’ex ministro Fornero più incentrate sulla materia previdenziale, si è presto aggiunta apertamente critica la posizione di Giorgia Meloni. La rappresentante di Fratelli d’Italia, forza politica all’opposizione del Governo Conte, ha annunciato l’intenzione di raccogliere l’appello del quotidiano Libero per un “referendum abrogativo”.

Reddito di cittadinanza, Meloni: dal governo un pastrocchio

In queste parole è contenuta la posizione di Giorgia Meloni pubblicata proprio da Libero. “Fratelli d’Italia raccoglie l’appello del direttore di Libero quotidiano: siamo pronti a promuovere un referendum per abrogare, in tutto o in parte, la follia del Reddito di Cittadinanza e a costituire i comitati per la raccolta delle firme per abolire questo pessimo provvedimento”.

La rappresentante del movimento di destra ha così spiegato la sua posizione. “Sul Reddito di cittadinanza gli italiani hanno sentito in questi anni tutto e il contrario di tutto, in campagna elettorale i grillini hanno continuato a promettere un reddito a tutti: 780 euro a testa e molti di più a chi ha figli a carico. Era una menzogna, ovviamente: per farlo servirebbero centinaia di miliardi, 18 solo per adeguare le pensioni minime. E infatti, alla fine quello partorito dal governo grillo leghista è un pastrocchio, che sarà una manna soprattutto per chi lavora in nero e solo in minima parte sarà destinato alle persone oneste in difficoltà”.

Reddito di cittadinanza, Meloni: chi lo Stato avrebbe dovuto aiutare col RdC

Non si è limitata a contestare Giorgia Meloni. Infatti ha contrattaccato spiegando dal suo punto di vista chi dovrebbero essere i beneficiari di sostegno da parte dello Stato. “Non prenderanno il reddito di cittadinanza, ad esempio, i giovani che per 850 euro al mese si arruolano nell’esercito e non lo prenderanno i nostri ragazzi che sono andati a lavorare all’estero e che decidono di tornare in Patria, perché non avranno il requisito dei due anni continuativi di residenza in Italia. Lo prenderanno in compenso gli immigrati, così come la quasi totalità dei 170 mila rom, italiani o stranieri, residenti in Italia”.

“Per Fratelli d’Italia – ha concluso Giorgia Meloni – lo Stato ha il dovere morale di aiutare chi non può farlo per ragioni oggettive: i bambini, gli invalidi e gli anziani. Per tutti gli altri, invece bisogna favorire il lavoro, creando i presupposti per la crescita e mettendo chi può assumere in condizione di farlo. Il costo complessivo del Rdc per il 2019 è di 7,1 miliardi. Destiniamo quei soldi ad abolire la fattura elettronica, a pagare i debiti della Pa, a ridurre le tasse alle imprese che assumono. Ne beneficerebbe l’Italia migliore, quella che ha voglia di fare e chiede solo di essere messa in grado di dimostrare quanto vale”.

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Autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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