Tribunale dei Ministri Catania: componenti, come funziona e caso Diciotti

Pubblicato il 24 Gennaio 2019 alle 19:52 Autore: Giuseppe Spadaro

Tribunale dei Ministri, Senato chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di autorizzazione a procedere per il Salvini dopo le decisioni sul caso nave Diciotti

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Tribunale dei Ministri Catania: componenti, come funziona e caso Diciotti

Caso nave Diciotti: mentre gli italiani si sono pronunciati a favore della posizione di Salvini (qui l’articolo sul sondaggio SWG) alcuni giudici la pensano diversamente. Chiaramente si tratta di una semplificazione per introdurre l’argomento di cronaca. Per chi non ricorda il caso scoppiato ad agosto 2018 ricordiamo che Diciotti è il nome della nave della guardia costiera. Nave a cui dopo aver soccorso centinaia di migranti è stato impedito per qualche giorno di attraccare in Italia. Motivo per il quale la nave è rimasta bloccata in mare sino a quando, dopo aver sbarcato i migranti con problemi di salute a Lampedusa, ha dovuto aspettare altri giorni a largo del porto di Catania in attesa della autorizzazione del Governo.

Comportamento per il quale secondo la magistratura il ministro dell’Interno Salvini dovrebbe andare a processo. L’ipotesi di reato è sequestro di persona, abuso d’ufficio e arresto illegale. A chiedere che si proceda è stato il Tribunale dei Ministri di Catania dopo e nonostante la richiesta di archiviazione del pm Carmelo Zuccaro. A pronunciarsi sul fatto che si debba o meno concedere l’autorizzazione a procedere sarà ora la Camera competente: nel caso di Salvini il Senato. In sostanza i senatori dovranno pronunciarsi circa la possibilità di autorizzare o meno il proseguimento delle indagini. Dovranno farlo a seconda che ritengano che il ministro abbia o meno agito per tutelare l’interesse dello Stato.

Come detto il Tribunale dei Ministri ha ritenuto comunque di chiedere l’autorizzazione a procedere al Senato nonostante il pronunciamento contrario del pm Zuccaro.

Tribunale dei Ministri, cosa prevede la legge

Perché e come è possibile che ciò sia avvenuto? Per spiegarlo dobbiamo partire dall’articolo 96 della Costituzione. Il quale recita “Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale”.

A decidere se di deve o meno procedere è dunque il Senato o la Camera. Ma con un passaggio del Tribunale dei Ministri il cui collegio giudicante è composto da tre membri effettivi e tre supplenti. Gli stessi sono estratti a sorte tra tutti i magistrati dei tribunali del distretto che abbiano da almeno cinque anni la qualifica, come ricorda l’AGI.

In conclusione è utile aggiungere che nei casi passati che hanno riguardato Alfano, Monti, Padoan Camera e Senato hanno sempre respinto le richieste di autorizzazione a procedere. Cosa che molto probabilmente accadrà anche in questa occasione visto che la compagine di governo composta da M5S e Lega può contare sulla maggioranza dei senatori ed è possibile che anche i senatori azzurri di Forza Italia votino contro l’autorizzazione a procedere.

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L'autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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