articolo scritto da facebook icona autore twitter icona autore

Pensioni ultime notizie: simulazione Quota 100 per docenti e Personale Ata

Pensioni ultime notizie simulazione Quota 100
Pensioni ultime notizie: simulazione Quota 100 per docenti e Personale Ata

Simulazione Quota 100 2019


Sono aumentate le possibilità di pensionamento per i docenti e per il personale Ata con l’approvazione definitiva di Quota 100. Sulle pensioni ultime notizie riportano ancora l’attesa della pubblicazione del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 17 gennaio in Gazzetta Ufficiale. A seguito della quale si attenderà a sua volta la circolare attuativa, che di fatto sancirà la partenza ufficiale della misura. Dovrebbero essere circa 100 mila le persone che lavorano nella scuola i potenziali beneficiari della nuova soluzione di pensionamento, la maggior parte dei quali (circa 70%) docenti.

Tuttavia, anche a causa del basso importo sull’assegno, saranno in molti a preferire di aspettare ancora un po’ prima di uscire. Dati questi che emergono da recenti tabelle dello Snals, che ha elaborato le prime simulazioni per Quota 100 al fine di fornire una visione più ragionata sulle diverse soluzioni a disposizione a docenti e Ata, anche sotto il profilo economico.

Pensioni ultime notizie: Quota 100 e le altre soluzioni

Si ricorda che il pensionamento per il comparto scuola comincerà a partire dall’inizio scolastico. Ovvero la data di partenza a cui fare riferimento sarà dunque l’inizio dell’anno accademico per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018.

Sintetizzando i principali punti elaborati dalla tabella Snals, possiamo così riassumere nel seguente elenco.

Pensioni ultime notizie: docenti e personale Ata, come uscire

  • Pensione di vecchiaia: 67 anni di età e almeno 20 anni di contribuzione al 31 agosto. A domanda se i requisiti sono maturati tra il 1° settembre e il 31 dicembre 2019.
  • Anticipata uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi. In attesa di disposizione per la presentazione della domanda a chi non l’ha fatto entro il 31 dicembre 2018.
  • Anticipata donne: 41 anni e 10 mesi di contributi. Come sopra.
  • Quota 100: 62 anni di età e 38 anni di contributi. La misura sarà sperimentale fino al 31 dicembre 2021. La domanda da parte degli statali dovrà essere presentata con un preavviso di 6 mesi entro il 28 febbraio). Tuttavia, si attende la diffusione della circolare attuativa.
  • Opzione Donna: 58 anni di età (59 se lavoratrici autonome) e 35 anni di contributi. Misura prorogata fino al 31 dicembre 2019. Il calcolo dell’assegno pensionistico sarà interamente contributivo.
  • Ape Sociale: 63 anni di età e 30 anni di contributi (per invalidi, disoccupati e caregiver) o 36 (lavori usuranti). Spicca il bonus contributivo di 1 anno per figlio (massimo 2 anni) per le dipendenti. La misura è stata prorogata fino al 31 dicembre 2019. L’indennità, entro un massimo di 1.500 euro mensili lordi, sarà erogata per 12 mensilità fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

Pensioni ultime notizie: simulazione Quota 100

Uscire con Quota 100 o con la pensione anticipata? La risposta a questo quesito può essere solo soggettiva e dipendere quindi dalle esigenze di ognuno. Chi è disposto a sacrificare un’importante parte economica sull’assegno pur di uscire prima, potrà optare per Quota 100. Altrimenti si potrà attendere ancora e avere un importo sull’assegno più alto.

A fare la simulazione su Quota 100 per docenti e personale Ata ci ha pensato sempre lo Snals. Indicative le differenze di assegno tra chi uscirà con Quota 100 e chi con l’anticipata.

Prendendo il caso di un collaboratore scolastico con uno stipendio da 1.166 euro circa, uscendo con Quota 100 percepirebbe un assegno di importo (al netto Irpef) da 1.114 euro. Uscendo con la pensione ordinaria prenderebbe 1.321 euro. Una donna che uscisse con 42 anni di contributi percepirebbe invece 1.285 euro. Non solo: la differenza importante consisterebbe anche nella liquidazione della buonuscita: 48.731 euro nel primo caso; 55.143 euro nel secondo caso; 58.860 euro nel terzo caso.

Importante la differenza anche per un docente di scuola materna o elementare che percepisca un’ultima retribuzione da 1.919 euro. Uscendo con Quota 100 percepirebbe poco più di 1.500 euro, mentre optando per il pensionamento secondo la Legge Fornero prenderebbe circa 300 euro in più. Di buonuscita, invece, con Quota 100 perderebbe circa 10.000 euro.

Chiudiamo la girandola delle simulazioni propostaci dal sindacato con il caso di un docente di scuola superiore che prende uno stipendio di poco superiore a 2.000 euro. Con Quota 100 l’importo sull’assegno ammonterebbe a 1.686 euro (buonuscita a quasi 77 mila euro); con l’anticipata ordinaria, invece, andrebbe a prendere poco più di 2 mila euro al mese con una liquidazione che si aggirerebbe attorno ai 90 mila euro.

Da queste simulazioni si evince come la scelta di uscire con Quota 100 o aspettare ancora un po’ debba essere molto oculata e proiettata in prospettiva per verificarne la convenienza a tutti gli effetti.

SEGUI TERMOMETRO POLITICO SU FACEBOOK E TWITTER

PER RIMANERE AGGIORNATO ISCRIVITI AL FORUM

ultima modifica: venerdì, 15 Febbraio 2019