02/05/2019

Pensioni casalinghe 2019: assegno sociale e invalidità. Quali sono

autore: Guglielmo Sano
Pensioni casalinghe 2019: assegno sociale e invalidità. Quali sono
Pensioni casalinghe 2019: assegno sociale e invalidità. Quali sono

Elenco pensioni 2019 per casalinghe


Il fondo pensionistico di garanzia per le casalinghe esiste dal 1997. Tale fondo garantisce una pensione di inabilità o di vecchiaia per tutti coloro che si dedicano alla cura della casa e della famiglia senza percepire una retribuzione.

Pensioni casalinghe 2019: a chi spetta?

Per iscriversi al fondo bisogna essere in possesso di determinati requisiti. Innanzitutto, i richiedenti – di età compresa tra i 16 e i 65 anni – devono svolgere attività di cura e assistenza della famiglia senza essere retribuiti, più precisamente, senza vincoli di subordinazione. Quindi, non devono essere titolari di pensione diretta e nemmeno svolgere attività di lavoro autonomo o dipendente con relativa iscrizione a un ente o una cassa previdenziale specifica.

La domanda di iscrizione al Fondo deve essere presentata esclusivamente in via telematica. Dunque, basterà accedere al sito dell’Inps con il proprio Pin dispositivo e utilizzare i servizi appositamente dedicati. In alternativa si può contattare il Contact Center Inps oppure rivolgersi a un intermediario autorizzato, per esempio un Caf. Completata la richiesta di iscrizione, l’Inps provvederà a inviare mensilmente i bollettini necessari a pagare il contributo dovuto.

Pensioni casalinghe 2019: quanto spetta?

Gli iscritti al fondo devono versare un contributo minimo di 25,82 euro per vedersi accreditato un mese di contribuzione. Detto ciò, l’iscritto può versare una cifra a propria discrezione e non per forza ogni mese. Infatti, il versamento può avvenire in qualsiasi momento dell’anno. Inoltre, è bene precisare che i contributi versati sono deducibili – anche per i familiari a carico – in sede di dichiarazione dei redditi.

L’importo dell’assegno pensionistico in questo caso è calcolato in base al sistema contributivo. Esso viene erogato solo se l’importo maturato è pari all’ammontare dell’assegno sociale più un 20%. Necessari comunque 57 anni d’età e almeno 5 di contributi. D’altra parte, superati i 65 anni, la pensione di vecchiaia scatta a prescindere da quanto versato. La pensione, però, non è riconosciuta ai superstiti.

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Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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