Canone Rai 2019: esenzione in scadenza, chi deve richiederla

Pubblicato il 31 Gennaio 2019 alle 06:40 Autore: Guglielmo Sano

Canone Rai 2019: sta per scadere il termine entro cui inviare la comunicazione di non detenzione dell’apparecchio televisivo

Canone Rai 2019: esenzione in scadenza, chi deve richiederla
Canone Rai 2019: esenzione in scadenza, chi deve richiederla

Scadenza esenzione Canone Rai 2019


Sta per scadere il termine entro cui inviare la comunicazione di non detenzione dell’apparecchio televisivo. C’è tempo entro il 31 gennaio; chi può farla e come si invia?

Canone Rai 2019: domande entro il 31 gennaio

Per quanto riguarda la scadenza, è precisa l’indicazione fornita dall’Agenzia delle Entrate. La domanda per chiedere l’esonero dal pagamento del canone Rai può essere inoltrata a partire dal primo luglio dell’anno precedente ed entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento. Solo presentando la dichiarazione di non detenzione entro tale termine si potrà evitare l’addebito in bolletta. Se la domanda sarà presentata tra il primo febbraio e il 30 giugno, invece, avrà effetto solo sul canone relativo al semestre che va da luglio al settembre. L’esenzione ha durata annuale, dunque, va presentata ogni anno altrimenti si tornerà a pagare il canone.

La domanda di esenzione può essere presentata attraverso il servizio “Dichiarazione sostitutiva” messo a disposizione dal sito dell’Agenzia delle Entrate. In questo caso ci si può avvalere anche di un intermediario (un Caf, ad esempio). D’altra parte, la dichiarazione di non detenzione può essere inviata anche in formato cartaceo all’indirizzo: Agenzia delle entrate – Ufficio di Torino 1 – Sportello abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino. Previsto anche l’invio tramite Pec (cp22.sat@postacertificata.rai.it): fondamentale in questo caso la presenza della firma digitale sulla dichiarazione.

Canone Rai 2019: chi è esonerato?

Tutti coloro che possiedono “apparecchiature provviste di sintonizzatore per la ricezione del segnale (terrestre o satellitare) di radiodiffusione dall’antenna radiotelevisiva“devono pagare il canone. Insomma, se si possiede un televisore nell’abitazione dove si vive, anche in affitto, si applica l’imposta. Tuttavia, come più volte precisato dal Ministero dello Sviluppo Economico, non sono tenuti a pagare il canone coloro che guardano le trasmissioni televisive su computer, smartphone e tablet o su un qualunque dispositivo privo di sintonizzatore per il segnale digitale terrestre o satellitare (televisore analogico).

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
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