Chi decide le ferie o la malattia tra datore e dipendenti pubblici o privati

Pubblicato il 22 Marzo 2019 alle 06:22 Autore: Guglielmo Sano

Chi decide le ferie: pur essendo un diritto, il lavoratore non sceglie in autonomia quando usufruirne; da tenere sempre presenti le esigenze aziendali

Chi decide le ferie o la malattia tra datore e dipendenti pubblici o privati
Chi decide le ferie o la malattia tra datore e dipendenti pubblici o privati

Ferie privati e pubblici, chi le stabilisce


Come si è ricordato più volte, il riposo settimanale e le ferie sono un diritto garantito a tutti i lavoratori, addirittura, dalla Costituzione. D’altra parte, a orientare la scelta di ciascun dipendente anche il mantenimento della produttività e, in generale, le esigenze legate al personale. Insomma, pur essendo un sacrosanto diritto andare in ferie, il lavoratore non sceglie in autonomia quando farlo. Dunque, chi e come decide quando si può usufruire delle ferie?

Chi decide le ferie o la malattia: almeno quattro settimane

Ricapitolando: i lavoratori dipendenti hanno diritto a un periodo di ferie di almeno 4 settimane ogni anno. A secondo del contratto collettivo di riferimento potrebbe essere previsto un periodo più lungo; in ogni caso, resta il limite minimo di 4 settimane. Detto ciò, ogni lavoratore matura il periodo di ferie in base alle ore di lavoro effettivo, comprensivo dei periodi assimilati al lavoro. Inoltre, sempre utile precisare che se nel periodo di ferie si usufruisce del periodo di malattia, le ferie stesse non vengono intaccate. Insomma, si usufruisce delle assenze per malattia e non dei giorni di ferie maturati.

Chi decide le ferie o la malattia: il piano organizzativo aziendale

L’individuazione del periodo in cui un lavoratore può andare in ferie avviene in primo luogo con la disposizione di alcune “finestre” da parte del datore di lavoro. In tal modo, si cerca di garantire il riposo per tutti i dipendenti contestualmente alla preservazione delle necessità operative dell’azienda. Nello specifico, però, tale dinamica deve essere all’insegna della buona fede; cioè il datore di lavoro dovrebbe comunicare con un congruo preavviso il “piano ferie” così che il dipendente possa organizzarsi nel modo migliore.

Tuttavia, si prenda ad esempio un famoso pronunciamento della Cassazione in merito, a prevalere sono, in generale, le esigenze dell’azienda, certo, a condizione che siano opportunamente provate. Insomma, il datore di lavoro se ha bisogno del dipendente può disporne la posticipazione delle ferie rispetto alla data stabilita. Nel caso in cui il lavoratore si assenti comunque può anche scattare il licenziamento per giusta causa.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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