Pubblicato il 12/02/2019

Catalogna, ultime notizie: inizia il processo contro dodici indipendentisti

autore: Michele Mastandrea
Catalogna, ultime notizie: inizia il processo contro dodici indipendentisti
Catalogna, ultime notizie: inizia il processo contro dodici indipendentisti

È iniziato oggi – 12 febbraio 2019 – il processo nei confronti di numerose personalità legate alla galassia indipendentista catalana. Sotto scrutinio è il loro operato relativo ai fatti del 2017. Vale a dire, quelli legati al processo politico che culminò nell’indizione del referendum per l’indipendenza della Catalogna del primo ottobre. Esito del referendum furono la proclamazione unilaterale dell’indipendenza della regione da parte della Generalitat catalana e quella dell’articolo 55 da parte dello Stato spagnolo.

A doversi presentar davanti al Tribunal Supremo di Madrid oggi sono dodici persone. Tra queste ci sono ex membri del governo, ex parlamentari e attivisti. Nove di questi sono agli arresti da sedici mesi. In questo elenco spiccano i nomi dell’ex vicepresidente della Generalitat Oriol Junqueras e dell’ex presidentessa del Parlament della Catalogna Carmen Forcadell. Tra le accuse a loro carico, malversazione, disobbedienza e ribellione allo Stato. Reati per i quali rischiano sino a 25 anni di prigione.

Catalogna, ultime notizie: si rialza la tensione politica

Altri sei indipendentisti verranno processati in futuro per disobbedienza a Barcellona, dal Tribunal Superior de Justicia della Catalogna. Per Carlos Lesmes, presidente del Tribunal Supremo della capitale Madrid, si tratterebbe del processo più importante sin dal ritorno della democrazia nel paese. Ovvero, dal 1975. Anno della caduta del regime autoritario di Francisco Franco. Non è tra le persone a processo Carles Puigdemont, che lesse la dichiarazione unilaterale di indipendenza. Infatti, Puigdemont si trova attualmente in Belgio in esilio volontario.

La situazione nella regione, principale locomotiva economica della Spagna, è tuttora di forte tensione. È possibile che l’inizio del processo porti a nuove manifestazioni di piazza in Catalogna. Già oggi si sono registrati diversi blocchi a strade e autostrade che collegano Barcellona con il resto del paese. Le proteste sono animate sia dalla richiesta di liberazione di quelli che sono considerati alla stregua di prigionieri politici, sia dalla volontà di continuare il processo indipendentista. Dall’altro versante sabato diverse decine di migliaia di persone sono scese in piazza a Madrid chiedendo una sentenza dura per tutti i leader indipendentisti sotto processo.

Catalogna, ultime notizie: il difficile equilibrismo di Sanchez

A soffrire della situazione è soprattutto il governo Sanchez, esecutivo di minoranza in Parlamento. La necessità di bilanciare le spinte al centralismo e all’autonomismo che convivono nella sua coalizione mettono Sanchez di fronte a difficili esercizi di equilibrismo sul tema catalano. Da un lato, Sanchez ha infatti rifiutato ogni possibilità di indire un nuovo referendum sull’indipendenza. Dall’altro, ha promesso ulteriori concessioni in senso autonomista alla Catalogna, promettendo però di rispettare la Costituzione che impedisce ogni tipo di processo secessionista.

Una strategia che non sembra pagare proprio per il suo ondeggiare tra un estremo e l’altro, in un contesto ormai fortemente polarizzato sia politicamente che socialmente. A beneficiarne, in un nome di una forte connotazione anti-indipendentista, è soprattutto il partito neo-franchista e ultranazionalista Vox. Questi, vero vincitore delle recenti elezioni regionali in Andalusia, è impegnato sia nell’attaccare il governo sia nel rosicchiare ulteriori consensi alla destra del Partido Popular e di Ciudadanos.

Catalogna, ultime notizie: in vista un voto nazionale?

Infatti, non è detto che non ci siano scossoni a Madrid tali da portare al voto nazionale in tempi brevi. Se non dovesse essere approvata la legge finanziaria attualmente in discussione, per la quale sono fondamentali i voti dei partiti catalani, si potrebbe tornare alle urne. Date probabili il 14 aprile o il 26 maggio. In quest’ultimo caso, la consultazione coinciderebbe con quello europea.

Va anche detto che, in caso di vittoria della destra a nuove elezioni nazionali, verosimilmente si chiuderebbe ogni prospettiva di riconoscimento per gli indipendentisti di Catalogna. Un puzzle intricato, nel quale il processo che si apre oggi rischia di scompaginare ulteriormente le carte. E di riaprire quella che indubbiamente è la più grande frattura interna alla Spagna repubblicana insieme alla questione basca.

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Autore: Michele Mastandrea

Nato nel 1988, vive a Bologna. Laureato in Relazioni Internazionali all'università felsinea, su Termometro Politico scrive di politica estera ed economia.
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