Pubblicato il 18/02/2019 Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio 2019 alle 11:22

Sondaggi elettorali, un confronto: i minority report degli istituti al 18 febbraio 2019

autore: Gianni Balduzzi
Sondaggi elettorali, un confronto: i minority report degli istituti al 14 gennaio 2019

Sondaggi elettorali, un confronto: i minority report degli istituti al 18 febbraio 2019

Diamo puntualmente conto dei sondaggi elettorali che ogni settimana vengono prodotti dai vari istituti confrontando le tendenze ed i numeri dei singoli studi. Ognuno può così confrontare il valore dei partiti osservando come cambia la percentuale da un sondaggio all’altro.

In questa rubrica però, come ogni settimana, cerchiamo, con la collaborazione di Vincenzo Ruocco, di tracciare l’andamento dei sondaggi elettorali che si distaccano dagli altri per vedere successivamente chi ci aveva visto giusto. E anche per cercare di comprendere quali istituti fiutano, prima degli altri, i cambiamenti di umore dell’elettorato.

Sondaggi elettorali, il Movimento5 Stelle oscilla dal 22% di Noto al 27% di Piepoli

Questa settimana è il Movimento 5 Stelle il partito che ha mostrato la maggiore variabilità tra istituti. È normale anche perché si tratta della forza che più ha modificato, in questo caso al ribasso, le intenzioni di voto. C’è quindi una discrepanza tra chi come Noto ritiene che sia già crollata a livelli simili a quelli delle europee del 2014, il 22%, e chi pensa stia resistendo di più. Tra questi Piepoli, che pensa che il M5S sia ancora il 27%. Questo rispetto alla media del 24,2%. È quindi, potremmo dire, il minority report principale di questa settimana.

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Sulla Lega ci sono meno oscillazioni ma comunque si varia tra il 30,5% di Piepoli, che quindi pone solo al 3,5% la distanza tra i due alleati di governo, e il 34,5% di Index. Anche qui è Piepoli il sondaggio maggiormente fuori dal coro. Soprattutto considerando che la media per il partito di Salvini è del 32,9%

Sondaggi elettorali, i minority report sui partiti di opposizione

Nell’opposizione rimane Forza Italia il partito con la maggiore oscillazione delle intenzioni di voto. Si va dall’8,3% di Index al 11,7% di Tecnè, come sempre il più generoso per il partito di Berlusconi, e il più distante dalle medie.

Tuttavia nessuno più immagina Forza Italia al di sotto dell’8% come era accaduto quasi sempre nelle scorse settimane

Il PD appare sempre al di sotto del 20%, che ormai non tocca più da un anno. Tuttavia Noto lo vede al 19%, una delle percentuali maggiori raggiunte dopo le elezioni. Fa da contraltare il 16,7% di Tecnè, la percentuale più bassa raggiunta in questa settimana.

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Gli altri partiti mostrano oscillazioni tutto sommato normali, anche se non piccolissime, viste le dimensioni delle liste.

Fratelli d’Italia va dal 3,4% di Demopolis ad un incoraggiante 5% di Piepoli. +Europa dal 2,4% di Bidimedia al 3,5% di Noto, rimanendo a cavallo della soglia del 3%.

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Autore: Gianni Balduzzi

Editorialista di Termometro Politico, esperto e appassionato di economia, cattolico- liberale, da sempre appassionato di politica ma senza mai prenderla troppo seriamente. "Mai troppo zelo", diceva il grande Talleyrand. Su Twitter è @Iannis2003
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