Crisi di governo 2019: inizio, fine e cosa fa il Presidente della Repubblica

Pubblicato il 9 Marzo 2019 alle 13:41 Autore: Giuseppe Spadaro

Crisi di governo 2019: a far tornare il termine di attualità del dibattito politico è la distanza tra M5S e Lega sulla realizzazione della Tav. Che accadrà?

Crisi di governo 2019 inizio, fine e cosa fa il Presidente della Repubblica
Crisi di governo 2019: inizio, fine e cosa fa il Presidente della Repubblica

Sulla realizzazione della Tav è scontro tra le due forze politiche di maggioranza: Lega e MoVimento 5 Stelle. Il partito di Salvini è a favore dell’opera. Mentre il MoVimento è fermamente contrario alla sua realizzazione. Come andrà a finire? È presto per dirlo ma di mezzo ci sono risorse economiche che, in caso di nuovi rinvii sulla decisione finale, andranno certamente perse.

Crisi di governo 2019, sullo sfondo lo scenario delle prossime europee per M5S e Lega

Crisi di governo 2019? Sebbene molti proprio in queste ore si affrettino a smentire per arrivare ad una crisi di governo sembrano esserci tutte le pre-condizioni. A complicare lo scenario c’è la scadenza rispetto alle prossime elezioni europee. Infatti in tal senso l’impressione è che nessuno tra M5S e Lega intenda far passare il messaggio al proprio elettorato di indietreggiare. Tanto più da parte del MoVimento guidato da Luigi Di Maio. E soprattutto alla luce dei deludenti risultati conseguiti in occasione delle ultime consultazioni elettorali in Abruzzo e Sardegna.

Crisi di governo, possibili tappe

In questo nostro articolo abbiamo evidenziato che i tempi sono forse troppo ravvicinati perché si possa arrivare a elezioni anticipate in modo da poter votare con le europee di maggio 2019 salvo che la situazioni non precipiti rovinosamente tra i due alleati di governo nelle prossime ore. Quali sono le alternative? Quali sono i passaggi formali con cui inizia e termina la crisi? E soprattutto quali compiti ha il Presidente della Repubblica?

Definizione Crisi di governo parlamentari ed extraparlamentari

Partiamo dalla definizione di crisi di governo. Si fa riferimento alla presentazione delle dimissioni del governo in carica in seguito alla rottura del legame fiduciario con la maggioranza politica che lo sostiene. Può trattarsi di crisi parlamentari: in seguito a sfiducia del parlamento, che impone al governo di rassegnare le dimissioni. O di crisi extraparlamentare: in seguito a dimissioni volontarie del governo per motivi interni alla maggioranza.

Crisi di governo, il ruolo del Presidente della Repubblica

Quali sono i compiti del Presidente della Repubblica? Per la soluzione della crisi si parte dalle consultazioni. Per prassi consolidata il PdR incontra e ascolta sul punto i presidenti in carica delle Camere del Parlamento, gli ex Presidenti dell’assemblea costituente e delle Camere, gli ex Presidenti della Repubblica, gli ex Presidenti del Consiglio, i presidenti dei gruppi parlamentari e ai capi dei partiti politici. Gli incontri hanno la finalità di individuare uno sbocco alla crisi. E trovare la strada per conferire l’incarico di formare un nuovo governo a personalità che lo stesso Capo dello Stato può individuare.

Interviene poi l’opzione dei mandati esplorativi. Per verificare le condizioni della formazione di un nuovo governo. Con la missione esplorativa o il mandato esplorativo, si affida il compito di procedere alle consultazioni per proprio conto ma al fine di riferire allo stesso Presidente della Repubblica.

Crisi di governo, PdR dal mandato esplorativo alla formazione del nuovo governo

Il Capo dello Stato terminate le consultazioni, se queste fanno intravederne la possibilità, conferisce l’incarico di formare il nuovo Governo ad una personalità politica che lo accetta di regola con riserva. Il Presidente del Consiglio incaricato (in realtà per il momento rimane un solo presidente del consiglio, quello dimissionario) procede a sua volta a consultazioni e se trova accordo fra le forze politiche di maggioranza sul programma e la composizione del governo scioglie la riserva e sottopone al Presidente della Repubblica la lista dei ministri dell’eventuale nuovo esecutivo.

Come spiega il sito appuntigiurisprudenza.it ai sensi dello art. 92 Cost. il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e su sua proposta nomina i ministri.

Ai sensi art. 93 Cost. nelle mani del Presidente della Repubblica. Il nuovo governo si è così insediato al posto del vecchio ma in virtù del rapporto fiduciario ex art. 94 Cost. dovrà entro 10 giorni dalla sua formazione presentarsi alle Camere per ottenere la fiducia sulla base del programma esposto dal presidente del consiglio. Nell’intervallo fra l’insediamento e la fiducia, al pari del governo dimissionario e in sua sostituzione, è competente per la ordinaria amministrazione e solo per necessità ed urgenza per l’eccedente.

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L'autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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