Limiti di velocità Italia: autostrada e neopatentati. Il costo delle sanzioni

Pubblicato il 12 Marzo 2019 alle 17:15 Autore: Claudio Garau

Che cosa dice la legge in merito ai limiti di velocità previsti in autostrada e per i neopatentati. I tipi di sanzioni previste per le violazioni.

Limiti di velocità Italia: autostrada e neopatentati. Il costo delle sanzioni
Limiti di velocità Italia: autostrada e neopatentati. Il costo delle sanzioni

Limiti di velocita Italia: autostrada e neopatentati. Il costo delle sanzioni

Potrebbe capitare di dimenticarsi che cosa dice la legge in merito ai limiti di velocità in autostrada e per i neopatentati. In realtà è assi preferibile averlo ben presente, onde evitare sorprese non gradite, ovvero le multe. Vediamo di seguito di fare un po’ di chiarezza.

Limiti di velocità: la situazione nelle autostrade secondo la legge vigente e il limite di tolleranza

Le norme italiane inerenti la circolazione prevedono disposizioni specifiche, circa i limiti di velocità che un automobilista diligente deve osservare. Essi sono variabili e sono, chiaramente, più bassi in caso di strade urbane, più alti nelle extraurbane ed autostrade. Attualmente, è fissato che nelle autostrade (dette anche strade ad alto scorrimento a più corsie a pagamento) il limite da rispettare sia quello di 130 km/h. Tale soglia si abbassa fino a 110 km/h in caso di scarsa visibilità (come ad esempio nebbia) o condizioni climatiche avverse. Addirittura, laddove sia segnalato un addensamento di nebbia con visibilità inferiore ai 100 metri, il limite scende a 50 km/h.

Esiste però un cosiddetto limite di tolleranza, fissato dalla legge. Esso in pratica impedisce che, attraverso tutor ed autovelox, siano comminate multe, pur oltre il limite suddetto. Per ciò che riguarda il traffico autostradale, è pari a 136 km/h, anche se, nella prassi, la polizia è ancor più tollerante e prevede sforamenti consentiti fino ai 140 km/h.

Limiti velocità: il dibattito a livello politico e la soglia dei 150 km/h. La precisazione della Cassazione sul punto

Tutto ciò che riguarda l’argomento limiti di velocità trova la sua fonte di riferimento, principalmente, nel Codice della Strada. In particolare nell’art. 142. È vero che però, ultimamente, è in gioco un ampio dibattito tra le forze politiche, al fine di modificare radicalmente tale impianto normativo. Secondo le intenzioni, le novità prevederebbero il limite dei 150 km/h soltanto nelle autostrade a tre corsie più quella di emergenza, con asfalto drenante e monitorate dai tutor.

Per il momento, occorre fare esclusivo riferimento a quanto dice l’art. 142 suddetto. Esso sancisce che sulle autostrade a tre corsie, più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h, sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali, sempre che lo consentano l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti ed i dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio. Si tratta di condizioni che debbono essere tutte concorrenti tra loro, quindi è evidente che, potenzialmente, le strade con un limite di 150 km/h sarebbero assai poche nella penisola. Ed in effetti la prassi finora è stata quella di non prevedere alcun tratto autostradale a limite di velocità più alto.

Ciò nonostante, molti automobilisti, conoscendo l’esistenza di questa norma, hanno ritenuto che fosse sempre possibile andare più veloci. Incorrendo però ovviamente in multe. È dovuta intervenire sul punto la Cassazione, al fine di fare chiarezza. Ha infatti sentenziato che, se non sono presenti i cartelli (relativi al limite dei 150 km/h), installati dal proprietario o dal concessionario, i limiti rimangono quelli standard. C’è da dire che – forse per motivi precauzionali – oggi in nessun tratto autostradale italiano c’è uno solo di questi cartelli.

Limite velocità: qual è la disciplina per i neopatentati e le sanzioni previste

Discorso diverso per i neopatentati, i quali – per ovvi motivi connessi alla poca esperienza alla guida – debbono sottostare a limiti di velocità più rigidi. In particolare non possono andare oltre i 100 km/h in autostrada e oltre i 90 km/h sulle strade extraurbane principali per i primi 3 anni dalla data di conseguimento della patente. Così recita l’art. 117 del Codice della Strada.

Occorre, in conclusione, dare qualche dettaglio in merito alle sanzioni comminate per le violazioni delle regole suddette. Circa i neopatentati, sono previste – potenzialmente – multe assai care.
Infatti, sia l’ammenda che i punti persi, che il periodo di sospensione della patente, sono raddoppiati, nel caso in cui a superare i limiti di velocità sia un neopatentato. In pratica, se è superato il limite di non oltre 10 km/h, la multa può arrivare a quasi 300 euro. Dai 10 ai 40 km/h in più, la contravvenzione può andare dai 300 ai 1.200 euro. Dai 40 ai 60 km/h in più, la multa da pagare oscilla dai 1.000 ai 4.000 euro. Infine, oltre i 60 km/h, si può anche arrivare a pagare dai 2.000 ai 6.000 euro.  

Per ciò che attiene alle violazioni dei limiti di velocità in autostrada, non sono previste multe dissimili in quanto a durezza. Come sanzione minima, nel caso sia superato il limite di velocità imposto di 10 km/h, sarà inflitta una multa che può andare da un minimo di 40 euro a un massimo di 160 euro. Solo in questa specifica ipotesi, non sono tolti punti dalla patente. Come caso più grave, c’è il superamento del limite dai 60 km/h i su. In queste circostanze, la multa è tra gli 800 e i 3.000 euro. Saranno tolti ben 10 punti della patente e sarà comminata la sospensione del titolo di guida per 6 o 12 mesi.

Se vuoi saperne di più su cosa dice la legge sulla guida in stato di ubriachezza, leggi qui.

L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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