Stefano Cucchi: chi sono gli 8 carabinieri che rischiano il processo

Pubblicato il 20 Marzo 2019 alle 18:21 Autore: Maria Alfonsina Iemmino Pellegrino

Stefano Cucchi, cinque sono i carabinieri indagati per depistaggio, falsa testimonianza e favoreggiamento. Altri tre risponderanno di omicidio

Stefano Cucchi: chi sono gli 8 carabinieri che rischiano il processo

Il nome di otto carabinieri figura all’interno del processo sulla morte di Stefano Cucchi. Il geometra romano fu arrestato nel 2009 con l’accusa di spaccio di stupefacenti e morì dopo circa una settimana nell’Ospedale Sandro Pertini.

Le indagini sulla misteriosa morte di Cucchi hanno subito, nel tempo, numerosi depistaggi. La sorella della vittima, Ilaria Cucchi, non ha però mai perso la voglia di combattere e la speranza di poter ottenere giustizia.

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Stefano Cucchi: chi sono gli 8 carabinieri. Epilessia e successive indagini per omicidio

Cucchi soffriva di epilessia. In un primo momento, dunque, gli inquirenti avevano indicato la malattia come causa più probabile del decesso. Nessuno tra i membri della famiglia di Stefano, però, aveva dato credito a tale ipotesi.

Solo dopo la testimonianza del carabiniere Riccardo Casamassima, si aprì un’inchiesta per omicidio ai danni di tre suoi colleghi. Due di loro erano stati gli esecutori materiali del pestaggio che condannò Cucchi a cinque giorni di agonia. Le accuse nei confronti di Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro vennero confermate in aula da Francesco Tedesco.

Il carabiniere sosteneva, dal canto suo, di aver assistito, impotente, al violento pestaggio. I due colleghi, gli avevano quindi ordinato di non raccontare a nessuno quello che aveva visto.

Stefano Cucchi: falsificazione dei documenti e favoreggiamento

Rischiano di rispondere dinanzi al giudice di falsa testimonianza e favoreggiamento, tra gli altri, Alessandro Casarsa, il colonnello Lorenzo Sabatino. Ma anche il tenente Francesco Cavallo e Luca De Cianni, dall’altro.

La falsificazione dei documenti inerenti all’arresto di Cucchi, ebbe inizio prima la sera stessa dell’arresto. Alessandro Casarsa aveva infatti ordinato di falsificare il verbale, omettendo le reali condizioni di salute dell’uomo, per nascondere gli evidenti segni di percosse.

Il verbale sull’arresto di Cucchi, inoltre, vedeva l’utilizzo di bianchetto in alcuni punti.

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L'autore: Maria Alfonsina Iemmino Pellegrino

Giovane dottoressa in Scienze della Comunicazione presso l'Università Degli Studi di Salerno. Lavoro come redattrice per Termometropolitico.it dal 2017. In redazione ho trovato terreno fertile per coltivare il mio immenso amore per la scrittura. Parole chiave: informare, trasmettere, creare.
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