11/04/2019

Domenica delle Palme 2019: data, significato e perché si festeggia

autore: Martina Grinello
Domenica delle Palme 2019 data, significato e perché si festeggia
Domenica delle Palme 2019: data, significato e perché si festeggia

Data Domenica delle Palme 2019


La Domenica delle Palme quest’anno cade il 14 aprile durante la 15a settimana dell’anno.

La precisazione è necessaria in quanto la festa è legata direttamente alla Pasqua, la cui data dipende dalla prima luna piena successiva all’equinozio di primavera del 21 marzo. Per i cattolici, che usano il calendario gregoriano come i protestanti, la data della Pasqua oscilla tra il 22 marzo e il 25 aprile. Invece per gli ortodossi, che si basano sul calendario giuliano, tra il 4 aprile e l’8 maggio.

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La derivazione del culto della Domenica delle Palme

La Domenica delle Palme rimanda al culto ebraico di Sukkot, la “Festa delle Capanne”. Questa consisteva in un pellegrinaggio verso il tempio di Gerusalemme, durante il quale i fedeli sventolavano un mazzetto intrecciato di palme, mirto e salice, chiamato lulav.

Il cammino era ritmato dalle invocazioni di salvezza (in ebraico Hoshana, che corrisponde al nostro Osanna). Con il tempo questa è diventata una celebrazione corale della liberazione dall’Egitto. Infatti, dopo il passaggio del Mar Rosso, il popolo per quarant’anni era vissuto nelle capanne. Stando alla tradizione, il Messia atteso sarebbe giunto proprio durante questa festa.

Perché festeggiamo la Domenica delle Palme?

Con la Domenica delle Palme si ricorda l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme, Qui venne accolto dalla folla, che lo acclamò come re agitando fronde e rami presi dai campi. Il racconto è presente in tutti i Vangeli, seppur con alcune varianti. Infatti, fra Matteo, Marco, Luca e Giovanni, soltanto quest’ultimo menziona esplicitamente le palme.

In occasione di questa ricorrenza inizia la Settimana Santa, durante la quale si rievocano gli ultimi giorni della vita terrena di Cristo e vengono celebrate la sua Passione, Morte e Risurrezione.

Questa festività, celebrata dai cattolici, dagli ortodossi e dai protestanti, cade durante la quaresima, che ha fine con la celebrazione dell’ora nona del giovedì santo, giorno in cui, con la celebrazione vespertina, si darà inizio al sacro triduo pasquale.

Il racconto dell’episodio della Domenica delle Palme

La celebrazione della Domenica delle Palme si radica nell’episodio a proposito dell’entrata di Gesù a Gerusalemme, sede del potere civile e religioso della Palestina, a cavalcioni di un’asina. L’asino rappresenta umiltà e mitezza: ecco perché è preferito al cavallo, che rappresentava infatti la cavalcatura dei re, solitamente guerrieri.

I Vangeli, narrano che Gesù arrivato con i discepoli a Betfage, vicino Gerusalemme (era la sera del sabato), mandò due di loro nel villaggio a prelevare un’asina legata con un puledro e condurli da lui. I discepoli gli obbedirono e la mattina dopo li coprirono con dei mantelli sui quali Gesù si sedette, diretto verso Gerusalemme.

Qui la numerosa folla, acclamando il Messia, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma per agitarli festosamente. Esclamavano: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nell’alto dei cieli!».

È bene ricordare che Davide fu il re giudaico che all’inizio del X secolo a.C. diede inizio alla monarchia, che riunì quelle tribù nomadi stabilitesi precedentemente a Canaan (così è definita nella Bibbia l’odierna Palestina) in un unico regno, con capitale a Gerusalemme. La sua opera venne poi portata avanti dal figlio Salomone, che eresse quel famoso tempio poi distrutto dai babilonesi.

La liturgia della Domenica delle Palme

La liturgia, ovvero il culto della Domenica delle Palme inizia in un luogo consono, al di fuori della chiesa. Ai fedeli ivi riuniti vengono distribuiti dei rami di ulivo o di palma, benedetti dal sacerdote dopo aver letto un brano evangelico. Quindi, comincia la processione fino all’interno della chiesa, dove continua la celebrazione della Messa. La funzione si distingue dalle altre per via della lettura della Passione di Gesù, tratta dai Vangeli di Marco, Luca e Matteo, secondo il ciclico calendario liturgico. Questo discorso è diverso da quello che si tiene in occasione del Venerdì Santo, basandosi sulla lettura della Passione esposta nel Vangelo di San Giovanni

Il racconto della Passione si articola in quattro parti: l’arresto di Gesù, il processo giudaico, il processo romano, la condanna, l’esecuzione, morte e sepoltura.

Al termine della Messa, i fedeli portano a casa i rametti di ulivo benedetti, conservati come simbolo di pace.

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