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Sondaggi europee 2019 di TP, Borrelli “Cresce disaffezione al voto”

Sondaggi europee 2019 di TP, Borrelli "Cresce disaffezione al voto"
Sondaggi europee 2019 di TP, Borrelli “Cresce disaffezione al voto”

Il fondatore ed editore di Termometro Politico Gianluca Borrelli è stato ospite alla trasmissione di Coffee Break, andata in onda mercoledì 10 aprile 2019 su La7 e condotta da Andrea Pancani. Tra gli altri ospiti in studio, figuravano il sottosegretario al Ministero del Lavoro Claudio Durigon (Lega), Laura Ravetto (Forza Italia), Gianfranco Librandi (PD) e Luca Ciriani (Fratelli d’Italia). Sono stati trattati diversi temi, tra cui il Def, l’impatto di Quota 100 sull’economia, le stime sulla crescita e gli ultimi sondaggi politici in vista delle elezioni europee, con un focus sulla percezione che gli italiani hanno della politica.

Gianluca Borrelli a Coffee Break: puntata del 10 aprile 2019

Il voto dei cittadini conta qualcosa?

In questi giorni si parla molto di uno scontro tra realtà (i numeri emersi dalle indagini di organismi nazionali e internazionali relativi a crescita e rapporto debito/Pil) e fantasia (così le opposizioni definiscono le promesse elettorali del governo). Ma tra le varie discussioni politiche, una domanda emerge in modo importante: la voce dei cittadini è ascoltata? “Abbiamo una politica che fa molti discorsi, ma sono discorsi che vengono poco capiti”, commenta Borrelli. “Non sempre sembrano rispondere alle esigenze dei cittadini. Quando il cittadino vota deve credere nella politica”. Tuttavia, ultimamente non è più così e “questo è evidente dal fatto che c’è sempre meno affluenza alle elezioni. Sta crescendo la sfiducia sul valore del loro voto, sul fatto che conti davvero qualcosa”.

Gli elettori credono ancora alle promesse della politica?

Stando a un sondaggio elaborato da TP (lo potete consultare qui), il 38,6% del campione intervistato ritiene che sia normale che alle promesse della politica seguano processi lunghi e complessi. “Si tratta di una percentuale bassa”, afferma Borrelli. “Se noi volessimo un’affluenza come ai vecchi tempi, ci dovremmo aspettare una percentuale più alta”. Quali elettori credono di più a questo pensiero? Quelli del PD, stando al sondaggio (56,2%), mentre “quelli della Lega ci credono pochissimo” (21%). Per l’editore questo “è un possibile campanello d’allarme”.

La vita politica può cambiare la vita dei cittadini?

Qual è il pensiero degli elettori nei confronti delle conseguenze della vita politica sui cittadini? L’impressione è che il dato sull’affluenza sia fondamentale per dare una risposta positiva alla domanda riportata nel titolo di questo paragrafo. Non è un caso che il 68,8% degli intervistati risponda “Sì, molto e per questo è necessario andare alle urne”. Tuttavia “cresce la percentuale di persone che dice Sì, ma sempre meno, oppure No, ormai sono i mercati internazionali o la UE a determinare le scelte più importanti e sono gli elettori della Lega a nutrire i dubbi maggiori. La Lega potrebbe infatti essere tra i partiti più penalizzati da una bassa affluenza alle urne”. Un altro dato che sarà deciso dal tasso di affluenza sarà la sfida tra PD e M5S per il secondo posto nei gradimenti degli elettori.

Cittadini italiani ed elezioni europee: “Bruxelles troppo lontana”

E a proposito di urne, cosa ne pensano i cittadini italiani delle elezioni europee del 26 maggio? “Le elezioni europee sono viste da una parte dei cittadini come inutili. Molti vanno a votare per dare un messaggio alla politica italiana, perché vedono Bruxelles troppo lontana”.

Liti Lega-M5S: fa bene o male al governo?

Infine una nota sulla continua litigiosità tra Lega e M5S: può far male al governo? “No”, risponde Borrelli. “Appaiono come governo e opposizione assieme e coprono tutto lo spazio mediatico a disposizione”.

Il clima di fiducia nei confronti del governo

Tuttavia, il clima di fiducia degli italiani sembra calare, seppur leggermente. Per Borrelli si tratta però di un fatto fisiologico. “Rispetto a qualche mese fa il consenso verso il governo è un pochino calato, perché quanto detto prima delle elezioni e a inizio legislatura, poi va a scontrarsi con la realtà. Si tratta però di una fase fisiologica. Dopo un po’ di tempo tutti i governi subiscono un calo di consensi”.

Fratelli d’Italia in crescita?

Sempre in tema di sondaggi la chiusura è sulla crescita di Fratelli d’Italia (5,6% secondo il nostro sondaggio) e sull’effetto Zingaretti. Sul primo aspetto, l’editore di TP ha fatto riferimento al “caso” Caio Giulio Cesare Mussolini, il candidato di Fratelli d’Italia che ha fatto molto rumore per il suo nome. “Soprattutto a sinistra questo ha creato un vespaio di polemiche molto ampio e ciò ha fatto moltissima pubblicità a Fratelli d’Italia”.

L’effetto Zingaretti sul PD

E l’impatto di Zingaretti sul PD? “L’effetto è quello di avere un minimo compattamento della base. Zingaretti gode di buona stampa e questo è il suo valore aggiunto maggiore. Tuttavia al momento non sembra in grado di attrarre voti da altre parti. Di contro mantiene e convince di più i suoi, ovvero quella parte che prima era fortemente critica, soprattutto verso la gestione Renzi”.

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ultima modifica: giovedì, 11 Aprile 2019