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Immigrazione, Italia prima in Europa per acquisizioni di cittadinanza

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Immigrazione, Italia prima in Europa per acquisizioni di cittadinanza

Nel 2017, l’ultimo anno di cui si hanno a disposizione dati, siamo risultati primi in Europa per numero di stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza.

I nuovi italiani sono stati 146.605. Decisamente meno dei 201.591 del 2016, che però rappresentavano un record per il nostro Paese.

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Si è interrotto il trend al rialzo cominciato nel 2012, e tuttavia siamo ugualmente primi davanti a Paesi che tradizionalmente hanno accolto molti più immigrati di noi.

Nel 2017 infatti eravamo anche davanti alla Germania e alla Francia, con circa 115 e 116 mila concessioni di cittadinanza. Dopo la Svezia, con quasi 69 mila, davanti alla Spagna, con 66.498, e la Svizzera.

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Se osserviamo quello che è accaduto negli ultimi 10 anni, diventiamo però terzi, dietro la Germania, in cui più di un milione di stranieri hanno ottenuto la cittadinanza tedesca, e, di poco, la Spagna.

Dal 2008 ad avere ottenuto la cittadinanza italiana sono stati in 756.830.

Più di quanto accaduto in Francia, comunque.

Se poi vogliamo vedere i dati in proporzione alla popolazione straniera le statistiche cambiano ancora.

Perché ora a essere prima è la Svezia, che d’altronde è sempre stata in prima linea in questo tema. Il 7,8% degli immigrati presenti in Svezia è stata naturalizzata. Così come il 6,1% di quelli in Romania, che però sono molti meno in valore assoluto. Viene poi il Portogallo, con il 4,3% di stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza, mentre l’Italia è quarta, con il 2,8%. Davanti a Francia, Germania, Spagna, Regno Unito.

Immigrazione, quasi tutti i nuovi italiani sono extracomunitari

Ma chi sono i nuovi italiani? Innanzitutto in grande maggioranza, il 92,6% secondo Eurostat provengono da Paedi al di fuori della UE. E solo il 7,4% da altri Paesi comunitari, come la Romania per esempio. Solo la Spagna e il Portogallo hanno una proporzione di naturalizzazioni di extracomunitari superiore.

La Svezia dà la cittadinanza tradizionalmente anche a molti apolidi.

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Dal punto di vista dell’età non ci sono enormi differenze tra i Paesi. Il 28,2% dei nuovi cittadini italiani ha meno di 15 anni, e l’8,7% tra 15 e 19 anni. In realtà altrove, per esempio in Francia, Svezia, Spagna, i minorenni naturalizzati sono di più in percentuale, si arriva oltre il 40%

Si tratta dei figli di adulti che hanno avuto a loro volta la cittadinanza in questi anni, oppure di 18enni nati in Italia che per legge possono ottenerla tra i 18 e i 19 anni.

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L’Italia come la Spagna è ora in questa situazione perché si tratta di un Paese in cui i flussi migratori sono cominciati dopo, diciamo da fine anni ’80, e hanno avuto un boom tra fine anni ’90 e i primi anni 2000. Quindi è proprio in questo periodo che coloro che erano arrivati in quei momenti compiono 10 anni di permanenza, dopo cui si può chiedere la naturalizzazione, e terminano l’iter burocratico per ottenerla. In particolare coloro che avevano goduto di maxi-sanatorie, come i 700 mila regolarizzati tra il 2002 e il 2004.

Per i prossimi anni il trend dovrebbe stabilizzarsi, viste le dinamiche dell’immigrazione e degli arrivi dagli anni 2000 a oggi.

Ne daremo comunque puntualmente conto.

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ultima modifica: venerdì, 26 Aprile 2019