Pubblicato il 30/04/2019 Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2019 alle 12:56

Contratto di locazione e sfratto per morosità incolpevole. Cosa significa

autore: Claudio Garau
Contratto di locazione e sfratto per morosità incolpevole. Cosa significa
Contratto di locazione e sfratto per morosità incolpevole. Cosa significa

È chiaro che il diritto del creditore, in linea generale, va sempre soddisfatto, e la legge prevede i rimedi atti a garantirlo in ogni circostanza. Ci sono dei casi, però, in cui vale la cosiddetta morosità incolpevole, cioè relativa ad una persona, che indipendentemente da un suo comportamento o volontà, ma per causa imprevedibile, non abbia la liquidità per pagare, ad esempio, il canone di affitto. Vediamo di seguito di che si tratta.

Contratto di locazione: che cos’è il fondo per la morosità incolpevole?

La legge non sempre si occupa di tutelare il solo creditore: a volte riconosce che anche il debitore merita supporto. Da un po’ di anni esiste infatti il cosiddetto fondo per la morosità incolpevole, istituito dal Decreto Legge n. 102 del 2013. Si tratta di una misura di garanzia, a favore di tutte quelle persone che, avendo perso il lavoro, non possono fare fronte ai loro debiti. In pratica, è un fondo a cui gli enti locali possono attingere, secondo le necessità, e aiutare i cittadini in difficoltà per la crisi economica.

Fondamentalmente, per morosità incolpevole intendiamo l’impossibilità al pagamento delle spese del canone di un contratto di locazione. Ciò a causa della perdita o della consistente riduzione del reddito del nucleo familiare. Le ragioni alla base possono, ovviamente, essere le più svariate. Tra esse: perdita del lavoro per licenziamento; accordi aziendali con riduzione dell’orario di lavoro; cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti notevolmente la capacità reddituale ecc. Si tratta comunque sempre di motivi tassativi, oggettivi ed indipendenti dalla volontà del debitore, e quindi ad esso non potrà essere imputata alcuna colpa.

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Sfratto per morosità incolpevole: come funziona?

La procedura di sfratto, in via generale, consente al locatore di avviare il rilascio coattivo dell’immobile in modo semplificato rispetto a quello ordinario. Se l’affittuario del contratto di locazione si rende inadempiente alle proprie obbligazioni, non pagando il relativo canone, il proprietario potrà ottenere adeguata tutela, ricorrendo al giudice. Quest’ultimo, laddove riconosca come valido lo sfratto, attraverso la cosiddetta convalida di sfratto, imporrà il rilascio dell’immobile all’inquilino debitore. Se ciò non bastasse, potrà sempre intervenire la forza pubblica per il rilascio coattivo.

Nel caso qui analizzato, relativo a individui in difficoltà economica senza colpa, la legge consente all’inquilino insolvente di opporsi alla procedura prevista per il contratto di locazione, attraverso l’accesso agli speciali fondi di garanzia suddetti. Essi, in sostanza, consentiranno a chi non ha sufficiente reddito per pagare i canoni di affitto, di saldare comunque il debito con il proprietario e di restare nell’immobile.

A questi particolari contributi statali si potrà accedere, in presenza di alcuni requisiti tassativi. Anzitutto, il richiedente deve essere cittadino italiano. Poi dovrà sussistere un reddito Isee non superiore a 35.000 Euro o un reddito derivante da regolare attività lavorativa con un valore Isee non superiore a 26.000 Euro. Il debitore dovrà, inoltre, essere
destinatario di un atto di intimazione di sfratto per morosità, e titolare di un contratto di locazione ad uso abitativo regolarmente registrato. La concessione dei contributi del fondo, però, non sarà automatica: il Comune cui il richiedente fa domanda, dovrà di seguito verificare l’effettivo possesso di tutti e requisiti e, in caso affermativo, procedere con l’erogazione del contributo statale (per legge comunque mai superiore a 8.000 Euro).

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Autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità. Cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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