Governo tecnico, rimpasto, Conte bis o elezioni anticipate. Mosse di Mattarella

Pubblicato il 5 Maggio 2019 alle 19:26 Autore: Emilia Missione

Le tensioni nell’esecutivo impensieriscono il Colle. Il Presidente della Repubblica lavora a un piano b. Sul tavolo anche l’ipotesi di un Conte bis

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Governo tecnico, rimpasto, Conte bis o elezioni anticipate. Mosse di Mattarella

Mentre a Palazzo Chigi si discute, al Quirinale si corre ai ripari. A venti giorni dal voto per le europee e con i due azionisti di governo ormai a ferri corti, il Presidente della Repubblica guarda con preoccupazione alla stabilità del governo.

A impensierire l’inquilino del Colle non è solo il caso Siri. Del resto il suo compito nella querelle sulle dimissioni del sottosegretario leghista non andrebbe al di là della firma di un decreto che, ha fatto sapere, prenderebbe atto della decisione politica dell’esecutivo.

Il vero problema è la messa a punto della prossima finanziaria. A dirlo non è solo Sergio Mattarella ma anche il sempre più dimesso ministro dell’Economia Giovanni Tria che, nello scontro da campagna elettorale tra i due vicepremier, non trova posto sulla scena.

Nei giorni scorsi, dicono voci di palazzo, avrebbe confidato ad alcuni colleghi dell’esecutivo che i progetti di abbassare le tasse, far crescere gli investimenti e bloccare l’aumento dell’Iva sono incompatibili tra loro. Insomma, nella prossima legge di bilancio, mettere insieme le promesse elettorali dei due partiti di governo non sarà possibile. Sempre che sarà necessario. Il vero dubbio, al Quirinale e non solo, è su quale squadra dovrà intestarsi i conti d’autunno.

Dal governo tecnico alle urne: il piano B di Mattarella

Se lo scontro tra Lega e Movimento Cinque Stelle dovesse esplodere definitivamente dopo il voto europeo, il Capo dello Stato dovrà subito mettersi a lavoro per arrivare all’autunno con un governo in grado di scrivere la finanziaria.

Proprio per ragioni temporali, sciogliere le Camere e andare a nuove elezioni sarebbe la scelta meno indicata. Con il voto a settembre, o al massimo in ottobre, il prossimo esecutivo dovrebbe non solo formarsi immediatamente ma dovrebbe anche presentarsi con un’idea di bilancio ben definita. Pena, l’esercizio provvisorio di bilancio.

Altra ipotesi è il governo tecnico. Più semplice sulla carta, un governo di non politici potrebbe intestarsi una manovra economica lacrime e sangue, senza preoccuparsi di raccogliere consensi tra gli elettori. Ma con quale fiducia? Con le attuali forze di governo, che hanno costruito parte della loro fortuna accusando i precedenti esecutivi tecnici, e con il Pd che ha già dato la sua indisponibilità, l’orizzonte non sembrerebbe attuabile nei fatti.

Resta la prospettiva di Conte bis. Un rimpasto di governo, con qualche cambio di poltrona, che permetta all’esecutivo di arrivare almeno fino a dicembre per approvare la finanziaria. Poi si andrebbe al voto. Di ipotesi come questa la storia repubblicana è piena. Ma, in questo caso, con l’esecutivo composto da due partiti così distanti tra loro, gli azionisti di governo correrebbero il rischio di pagare un contro troppo alto alle urne. E non è detto che siano disposti a farlo.

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L'autore: Emilia Missione

Giornalista professionista, classe '90. Ho lavorato a SkyTg24 e come public affairs consultant. Amo la politica, le parole e le gonne di tulle. Ma non in questo ordine.
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