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Proiezioni elezioni europee 2019: come sarà composto il Parlamento

Parlamento Europeo, leggi, funzioni e membri. Cosa fa e a che serve
Proiezioni elezioni europee 2019: come sarà composto il Parlamento

A poche ore dal black out che imporrà il divieto di diffusione dei sondaggi, per non condizionare le scelte degli elettori, si rincorrono cifre e percentuali sulle prossime elezioni europee.

Cifre che, sommate nei diversi Paesi membri e divise tra i seggi di Bruxelles, danno vita alla futura immagine del Parlamento europeo.

Nell’ultima, pubblicata da Europe elects, è possibile vedere come potrebbero trasformarsi le diverse famiglie europee dopo il 26 maggio.

Proiezioni elezioni europee 2019: cresce il centro e l’estrema destra

A un primo colpo d’occhio ciò che emerge è il sostanziale mantenimento della linea di demarcazione che divide il blocco di destra, capitanato dai popolari, a quello giallo rosso di Alde, socialisti e sinistra.

Se nella proiezione il peso dei due blocchi resta sostanzialmente inalterato, diversi equilibri mutano al loro interno.

Nell’emiciclo di destra il Ppe cede seggi (-41 rispetto al 2014) sia sul fronte sinistro, ai liberali di Alde (pochi, a onor del vero), sia sul fronte destro. Soprattutto qui, nella parte più estrema della plenaria, il Ppe perde terreno a favore dei sovranisti. Il neonato Eapn, l’Alleanza europea dei popoli e delle nazioni presentata da Matteo Salvini lo scorso aprile, guadagna seggi (+47) rispetto a quelli in precedenza occupati dalle forze confluite nel nuovo gruppo, Efdd ed Enf.

Dal centro, procedendo verso sinistra, nella proiezione il gruppo che raccoglie più consensi è quello dei liberali. L’Alde, che dopo le elezioni si scioglierà per formare una nuova forza insieme agli eletti francesi di EN Marche, conquista terreno, non solo a danno dei popolari, ma soprattutto a sinistra, nel campo dei socialisti. Se l’Alde guadagna +37 seggi, i socialisti sembrano destinati a ridurre la loro presenza (-30).

A sinistra dei socialisti gli equilibri non sembrano mutare. Tanto il gruppo della Sinistra unitaria con gli ecosocialisti del Nord Europa (Gue/Ngl) che i Verdi Europei, non dovrebbero subire grossi scossoni.

Restano, infine, i non affiliati. Vale a dire i possibili eletti non iscritti al momento in alcun gruppo parlamentare. Tra questi ci sono anche i candidati del Movimento Cinque Stelle, orfani dell’Efdd di Farage, che non sono riusciti ad organizzarsi in un gruppo unitario. Insieme ad altri partiti, anche loro senza collocazione, formano un tesoretto di circa 60 deputati che potrebbero diventare la base per una nuova famiglia europea.

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ultima modifica: venerdì, 10 Maggio 2019