Pubblicato il 08/06/2019 Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2019 alle 13:34

Nuova Carta di Identità 2019: nuovo modello Ue, come cambia il documento

autore: Guglielmo Sano
Nuova Carta di Identità 2019: modello Ue, come cambia il documento
Nuova Carta di Identità 2019: nuovo modello Ue, come cambia il documento

Continua il lungo percorso che porterà alla completa rottamazione dei documenti d’identità tradizionali. Dopo l’introduzione del documento elettronico, l’Ue ha approvato un regolamento che introduce dei nuovi requisiti minimi di sicurezza non solo per ridurre il rischio di frode ma anche in vista di una maggiore uniformità tra le carte rilasciate dai singoli stati.

Carta di Identità: una foto e due impronte su un chip

In base alle nuove disposizioni europee, le nuove carte d’identità dovranno essere prodotte sul modello delle carte di credito (ID-1). Le nuove tessere includeranno, oltre al codice di ogni stato membro che la emette all’interno di una miniatura della bandiera europea, una foto e due impronte digitali del titolare che verranno archiviate su un microchip “senza contatto”. Infatti, è fondamentale che abbiano, recita la disposizione del Consiglio Ue, “una zona funzionale a lettura ottica” e che siano conformi “alle norme minime di sicurezza stabilite dall’Organizzazione per l’aviazione civile internazionale (ICAO)”.

Per quanto tempo saranno valide?

Le carte d’identità nuovo formato avranno una validità minima di 5 anni e al massimo di 10 anni; solo alle persone con più di 70 anni potranno essere rilasciate tessere con un periodo di validità più lungo mentre quelle dei minori avranno una validità inferiore ai 5 anni.

Quando scadranno le carte d’identità in circolazione?

Le nuove norme entreranno in vigore tra due anni. In pratica, gli stati membri hanno a disposizione questo lasso di tempo per mettersi in regola. Le carte in circolazione verranno dismesse gradualmente: quelle che non soddisfano i requisiti di sicurezza non saranno più valide trascorsi 10 anni dalla data di applicazione delle norme (oppure alla scadenza se anteriore), invece, quelle che non comprendono una zona funzionale alla lettura ottica scadranno entro 5 anni.

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Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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