10/06/2019

Sondaggi politici elettorali del Termometro: FDI quarta forza del Paese

autore: Alessandro Faggiano
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Sondaggi politici elettorali del Termometro: FDI quarta forza del Paese

Finita la lunga campagna elettorale – cominciata per le europee e conclusasi definitivamente con gli ultimi ballottaggi celebrati il 9 giugno – è giunto il momento di affrontare temi di gran urgenza. L’esecutivo è spaccato su questioni centrali come lo sblocca cantieri e la strategia da portare avanti con l’Europa. In questo sondaggio esclusivo di Termometro Politico, vi presentiamo le intenzioni di voto degli italiani e l’opinione per segmenti elettorali su alcuni dei principali temi in agenda.

La Lega stabilmente in prima posizione. Fratelli d’Italia sorpassa FI

L’ultimo sondaggio esclusivo del Termometro sulle intenzioni di voto mostra l’assoluto dominio della Lega, primo partito in Italia che si accaparrerebbe il 35,3% delle preferenze. Molto lontano il Partito Democratico, seconda forza del Paese, che si fermerebbe al 23,1%. Il crollo dei pentastellati fatto registrare nelle ultime elezioni europee viene segnalato anche qui. Al giorno d’oggi, solo il 18% opterebbe per il Movimento 5 Stelle. È interessante segnalare come Fratelli d’Italia abbia cominciato una scalata importante dopo il voto del 26 maggio. Il partito della Meloni avrebbe superato Forza Italia, staccandola di un punto tondo tondo (7,2 a 6,2). Le due forze sovraniste – Lega e Fratelli d’Italia – raggiungerebbero così, nel loro insieme, il magic number (il 40%) per ottenere la maggioranza in Parlamento.

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Sondaggi politici elettorali TP: divergenze in seno a elettori Lega-M5S sui contrasti con Bruxelles

Secondo il nostro ultimo sondaggio, i leghisti preferiscono la linea dura con Bruxelles. Oltre la metà (il 51,15%) afferma che “non dobbiamo cedere, costi quel che costi”. Quasi il 40% dell’elettorato del carroccio, invece, crede che “dobbiamo convincere i partner che le cose devono cambiare”. Sono in pochissimi a sostenere l’ipotesi di un compromesso con Bruxelles (6,11%).

Per il segmento pentastellato, si osserva che solo 1 elettore su 4 opterebbe per la linea dura (25,38%). Una buona parte cercherebbe il compromesso con le istituzioni comunitarie (29%) e la maggioranza relativa (42,30%) sostiene l’idea di convincere i partner che bisogna cambiare le cose. Visioni non necessariamente escludenti ma che mostrano una diverso approccio alla delicata situazione con Bruxelles.

Chi si scaglia ferocemente contro la “pessima politica economica del governo Conte” è l’elettorato del PD. quasi l’80% sposa questa idea. Poco meno del 20% chiederebbe la ricerca di un compromesso.

Sulla flat tax, i pentastellati non sono convinti. Il PD in sintonia con la Lega sulla Tav

I leghisti sono ferrei sostenitori del progetto della flat tax fino ai 50.000 euro. Non a caso, è stato il cavallo di battaglia della campagna elettorale del centrodestra unito. Per quasi 4 elettori su 5 del carroccio, è una misura necessaria che stimolerà l’economia. Per il resto, andrebbe fatto ma sarebbe una misura di difficile attuazione. Una sparuta minoranza dell’elettorato leghista non approverebbe perché iniquo (1,8%) o perché rischia di rovinare i conti pubblici (1,4%).

Proprio l’iniquità è la maggior preoccupazione degli elettori “dem” (82,6%) e pentastellati (44,4%), risultando la risposta più frequente per i due segmenti elettorali. Tuttavia, c’è una buona parte dei 5 Stelle che sarebbero favorevoli alla manovra. Poco più di un pentastellato su quattro la vede come una riforma necessaria. Poi, un 17,7% che la ritiene una manovra positiva ma di difficile attuazione.

Passando al tema sempreverde delle grandi opere, si chiede la propria opinione sulla TAV. Qui, le posizioni sono più che definite. L’87,4% degli elettori del Movimento la ritiene “un’opera inutile, costosa e dannosa per l’ambiente”. Un autentico plebiscito. Dall’altro lato, leghisti e dem sono decisamente favorevoli al completamento della Torino-Lione. Una parte minoritaria chiede di trovare un “compromesso con chi ha dei dubbi” (13,6% dei leghisti e 18,2% del PD), ma il “sì” rotondo è la tonica, come dimostra il 78,6% degli elettori del carroccio e il 74,4% dei democratici.

Sondaggi politici elettorali: posizioni diametralmente opposte sulla giustizia

Altro tema che divide profondamente l’elettorato leghista e pentastellato riguarda l’intrusività e l’invadenza del sistema giudiziario. Per il 70,4% dei leghisti, dopo Tangentopoli è arrivata un’epoca di strapotere dei giudici. Una narrazione ricorrente nel centrodestra e che si rimonta alle famose toghe rosse di cui parlava Berlusconi. Un altro 21,4% crede che in alcuni casi leghi le mani agli amministratori. Nel complesso, quindi, oltre il 90% dei sostenitori del carroccio appoggia l’idea che in Italia il sistema giudiziario sia troppo invadente. In pratica, l’esatto opposto del pensiero dei pentastellati e dei “dem”.

Gli elettori del Movimento si dividono quasi equamente tra chi darebbe più potere ai giudici (44,4%) e chi, invece, rileva che ci siano stati degli eccessi, ma che ciò non deve comportare un abbassamento della guardia (45,8%). Proprio quest’ultima è la risposta “preferita” dai democratici (68,6%).

Nota metodologica: metodo CAWI con campionamento su 1.700 intervistati.

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Autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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