11/06/2019

Pensioni ultime notizie: cattedre scoperte Quota 100 scuola, i numeri

Pensioni ultime notizie: cattedre scoperte Quota 100 scuola, i numeri
Pensioni ultime notizie: cattedre scoperte Quota 100 scuola, i numeri

Pensioni ultime notizie: problema cattedre scoperte nel comparto scuola, viste le numerose uscite anticipate con Quota 100. Sono numeri importanti quelli rilasciati dal Corriere della Sera, che ha usufruito di dati Inps per scoprire a quanto ammontassero le cattedre (e i posti, più in generale) lasciate scoperte e quali siano le soluzioni compensative allo studio per consentire nuovi ingressi e quindi quell’auspicato turnover professionale e generazionale.

Pensioni ultime notizie: Quota 100 nella scuola, il punto

Sono 18.700 i docenti che hanno chiesto di uscire dal mondo del lavoro e raggiungere l’agognata pensione. Una buona parte dei 25 mila docenti stimati dalle sigle sindacali, ma a questi vanno certamente aggiunte quelle 15 mila unità che sarebbero andate ugualmente in pensione, anche senza Quota 100 o la proroga a Opzione Donna. Il personale scolastico che andrà in pensione con Quota 100 ammonta pertanto a 32.100 unità, con un aumento di +8.000 unità rispetto ai primi 6 mesi.

Pensioni ultime notizie: 140 mila cattedre scoperte

E i sindacati lanciano l’allarme, soprattutto perché tali pensionamenti andrebbero a generare un problema piuttosto significativo: quello delle cattedre scoperte. SI parla infatti di circa 140 mila cattedre scoperte, ovvero un numero maggiore rispetto alle stabilizzazioni (110 mila), annullandone così tutti gli effetti.

A settembre, gli studenti che al momento si stanno preparando alle vacanze (a differenza di quelli impegnati con la Maturità 2019), torneranno a sedersi ai banchi, ma è possibile che dietro le cattedre ci sia più di qualche problema e tale problema potrebbe diventarlo anche per i ragazzi stessi, lamentano i sindacati, soprattutto sotto il profilo del rendimento.

L’emendamento al Decreto Crescita

Alla luce di tutte queste problematiche emerse, il Miur avrebbe aggiunto un emendamento al decreto Crescita, che consentirebbe ai precari di non esserlo più. Andando nel dettaglio, Il Miur permetterebbe ai precari con 36 mesi di entrare finalmente in ruolo, al fine di compensare l’emorragia di cattedre che andrà inevitabilmente a formarsi.  

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