Pubblicato il 11/06/2019

Pace fiscale per Canone Rai non pagato al 2010: come funziona la sanatoria

autore: Guglielmo Sano
Pace fiscale per Canone Rai non pagato al 2010: come funziona la sanatoria
Pace fiscale per Canone Rai non pagato al 2010: come funziona la sanatoria

Arriva una sanatoria, nel quadro dell’applicazione della cosiddetta Pace Fiscale, per chi non ha pagato il canone Rai dal 2000 al 2010; lo stralcio delle cartelle relativi agli arretrati grazie a una sentenza della Cassazione.

Pace fiscale: cancellazione integrale del debito

Non si sta parlando qui di una rottamazione o di una definizione agevolata dei debiti contratti rispetto al pagamento del canone Rai: le mini cartelle riguardanti la tassa sulla televisione pubblica saranno totalmente cancellate, almeno quelli contratti fino al 2010.

La sentenza della Cassazione

Lo ha stabilito una recente sentenza della Cassazione. Il provvedimento che è stato depositato lo scorso 30 aprile ha provveduto a cancellare un debito di più di 500 euro dovuto, appunto, per a titolo di canone Rai. La decisione trae origine da quanto disposto dal decreto fiscale 2018: quest’ultimo ha di fatto eliminato le cartelle fino a mille euro. Dunque, visto che il canone Rai non ha mai superato quota 114 euro, tutte le annualità che non sono già andate in prescrizione non dovranno più essere pagate. Infatti, la soglia di mille euro non è da riferirsi all’importo della cartella ma bensì ad ogni singola voce iscritta a ruolo, per questo non importa che in una singola cartella vengano richiesti gli importi degli ultimi 10 anni.

Pace fiscale: come si accede alla sanatoria?

Possono beneficiare della sanatoria tutti coloro che hanno contratto un debito tra il primo gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010, ossia il lasso di tempo delimitato dal suddetto decreto. A parte il canone Rai, tutti i debiti fino a mille euro contratti in questo arco di tempo sono annullati in modo automatico, cioè l’Agente di riscossione elimina i dati relativi alla restituzione del debito che risponde a questi requisiti dai propri database senza che i contribuenti debbano presentare una specifica istanza. La sanatoria – sempre in base a quanto stabilito dall’alta corte – riguarda anche i ricorsi contro le cartelle di pagamento: in sostanza, con la sanatoria risulta cessata la materia del contendere.

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Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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