Pubblicato il 12/06/2019 Ultimo aggiornamento: 13 Giugno 2019 alle 15:49

Prelievo contanti cassette di sicurezza: nuova tassa in arrivo, l’importo

autore: Daniele Sforza
Prelievo contanti cassette di sicurezza: nuova tassa in arrivo, l'importo
Prelievo contanti cassette di sicurezza: nuova tassa in arrivo, l’importo

Prossimo obiettivo del governo: evitare la sanzione Ue da 3,5 miliardi per eccessivo sforamento del debito pubblico. Come fare? Le tensioni tra Lega e Movimento 5 Stelle, per il momento, si sono attenuate. Ma il ministro dell’Interno Matteo Salvini è stato chiaro: il core della prossima manovra fiscale sarà quello di abbassare la pressione fiscale. Per diminuire il debito e far crescere il Pil, per il leader leghista la soluzione si traduce nella riduzione della pressione fiscale. A questo si aggiunge la volontà di scongiurare l’aumento dell’Iva e il mantenimento di Quota 100 e reddito di cittadinanza. In poche parole: bisogna trovare un bel po’ di soldi senza toccare nulla di quanto è stato fatto finora. Come? Tramite un prelievo contanti dai soldi rimasti fermi nelle cassette di sicurezza. Una nuova tassa che in parte è sanzione fiscale (visto che tale liquidità sarebbe presunta evasione per tutti, indiscriminatamente) e in parte patrimoniale (in una delle sue tante ramificazioni).

Tassare i soldi nascosti nelle cassette di sicurezza per far crescere l’economia?

La proposta viene proprio da Salvini, che l’ha articolata a Porta a Porta con queste dichiarazioni. “In Italia ci sono decine, forse centinaia di miliardi fermi nelle cassette di sicurezza. Noi possiamo rimetterli in circuito”. Come? Tramite il pagamento di un’imposta. “Sono soldi nascosti, ma l’Italia è piena di soldi tenuti sotto il materasso”. A essere toccata sarà dunque la ricchezza personale dei cittadini, quella che non si trova nei conti correnti o nei conti deposito, ma nelle cassette di sicurezza delle banche, al riparo da controlli fiscali e dettagliati rapporti bancari. Sono, in parte, soldi derivanti da risparmi accumulati in salvadanaio o sotto il materasso, denaro messo da parte magari accumulato dai propri familiari. Denaro, insomma, esentasse. Ma del quale lo Stato, se lo vedesse, ne valuterebbe la componente di evasione. “Nero”, insomma, da tassare.

Prelievo contanti cassette di sicurezza: pro e contro

Con un prelievo dai soldi fermi nelle cassette di sicurezza, il governo darebbe il via libera all’utilizzo di quella liquidità taciuta, previo pagamento di una tassa, con aliquota tra il 15% e il 20% di quanto rivelato. Soldi che sarebbero dunque rimessi in circolo senza timore, con la previsione di far crescere di conseguenza l’economia. Una soluzione che non farebbe comodo a chi quei soldi li ha veramente risparmiati senza dover dare allo Stato alcunché, e che invece potrebbe favorire tutti quei soggetti che hanno nascosto della liquidità, pur di illecita provenienza, nelle cassette di sicurezza delle banche. Come dimostrare però se quel denaro provenga da fonte lecita o illecita è ancora un mistero. E il finale sarà comunque uguale per tutti: sanzione fiscale, o patrimoniale, che dir si voglia. Basterà questa proposta ad allontanare lo spettro della multa Ue? E come reagirebbero gli italiani colpiti da questa nuova imposta?

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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