12/06/2019

Gabriele Grunewald è morta: causa morte e dove aveva il cancro

Gabriele Grunewald è morta: causa morte e dove aveva il cancro

È una storia molto triste quella della scomparsa di Gabriele Grunewald detta Gabe che si è spenta nella notte tra l’11 ed il 12 giugno 2019. Una storia che ricorda – per certi versi – la dipartita del nostro Leonardo Cenci che nonostante la malattia che poi lo ha sconfitto per sempre aveva continuato a correre dimostrando un grande attaccamento alla vita. Ricordiamo che l’appassionato maratoneta era stato insignito a febbraio 2017 della onorificenza al merito della Repubblica Italiana dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella come “esempio civile per il suo impegno nello sport”.

Gabriele Grunewald, la malattia dal 2009 e l’addio del marito

L’atleta statunitense classe 1986 nata a Minneapolis era affetta da un carcinoma adenoido-cistico scoperto nel 2009. Si tratta di una rara forma di tumore che attacca le ghiandole e nel caso di Gabriele Grunewald ha finito per allargarsi sino al fegato. L’atleta è e rimarrà da esempio per la forza che ha dimostrato continuando a correre anche dopo aver scoperto la malattia. A dare la notizia della morte della mezzofondista americana è stato suo marito con un messaggio abbastanza toccante: “Se ne andata la mia migliore amica, ispirazione, eroina”.

Campionessa in pista e nella vita

Tra i suoi ottimi risultati Il Messaggero nell’articolo dedicato alla campionessa ricorda che nel 2010,  dopo essersi sottoposta alle cure e a un’operazione, arrivò seconda nei 1500 metri ai campionato universitari. Successivamente nonostante l’aggravamento delle sue condizioni di salute ha partecipato ai Trials olimpici 2012 nei 1500 metri. E ancora nel 2014 ha vinto il titolo nazionale sui 3000 indoor. Le ultime sue competizioni risalgono al 2017 ai campionati nazionali all’aperto di Sacramento. Una partecipazione voluta malgrado le cure chemioterapiche in corso.

Dalle gare ai social. Attivissima Gabriele Grunewald anche sui social network da dove ha sempre rilanciato la sua battaglia per la vita e promosso la raccolta di fondi per la ricerca.

La campionessa resterà nella storia per aver deciso di correre anche il giorno aver conosciuto la diagnosi della sua malattia. Giorno in cui ha stabilito il suo record personale sui 1500m indoor.

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