20/06/2019

Immigrazione, quanti tra i padroncini sono immigrati in Italia ed Europa – infografiche

autore: Gianni Balduzzi
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Immigrazione, quanti tra i padroncini sono immigrati in Italia ed Europa – infografiche

L’Italia ha due particolarità, è uno dei Paesi in cui sono di più le partite IVA in Europa, i cosiddetti padroncini, imprenditori, commercianti, professionisti, artigiani, ecc. E allo stesso tempo è tra quelli in cui l’immigrazione negli ultimi 20 anni ha assunto più importanza, sia dal punto di vista numerico, che mediatico.

In Italia tra l’altro gli immigrati hanno un tasso d’occupazione maggiore di quello degli autoctoni, come accade solo in pochi altri Paesi.

Allora quanti sono tra le partite IVA quelle di origine straniera nel nostro Paese e nel resto d’Europa? Ce lo dice Eurostat e nella nostra infografica è possibile selezionare il Paese e lo status del lavoratore, se autonomo con dipendenti (è il caso di un imprenditore) o senza.

In Italia per esempio erano stranieri extracomunitarie il 6% delle partite IVA con dipendenti, mentre l’1,9% era composto da stranieri comunitari. Sono numeri in linea con quelli degli immigrati totali, che sono circa intorno l’8%.

Le proporzioni sono aumentate negli anni soprattutto nel caso degli extracomunitari. Se si passa ai padroncini autonomi, senza dipendenti, c’è una certa stabilità, dal 2016. Il 7% di questi sono extracomunitari e il 2,9% comunitari.

Immigrazione, in Germania e Regno Unito straniero il 20% delle partita IVA – infografiche

Se i dati italiani sono in linea con quelli medi UE, non è così per quanto riguarda Paesi importanti come Germania e Regno Unito, dove la proporzione di stranieri tra le partita IVA cresce oltre al 20%. In questi due casi tra l’altro c’è più equilibrio tra stranieri comunitari ed extracomunitari, forse per la presenza di italiani, polacchi, spagnoli, ecc.

Si scende di qualche punto se si parla di lavoratori autonomi con dipendenti.

I numeri crollano a Est. In Ungheria si è intorno al 2% di padroncini di origine straniera, con un calo rispetto agli anni precedenti. In Polonia addirittura si parla di 0,5%.

Il massimo si raggiunge in Lussemburgo, dove gli stranieri sono il 60% delle partite IVA. Si tratta soprattutto di stranieri comunitari, residenti nei Paesi vicini, che approfittano delle vantaggiose condizioni fiscali del Granducato

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Autore: Gianni Balduzzi

Editorialista di Termometro Politico, esperto e appassionato di economia, cattolico- liberale, da sempre appassionato di politica ma senza mai prenderla troppo seriamente. "Mai troppo zelo", diceva il grande Talleyrand. Su Twitter è @Iannis2003
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